28 Maggio 2010
COLDIRETTI BRESCIA AL FORUM INTERNAZIONALE DI BRUXELLES SUL FUTURO DELLA PAC

Prandini: «Contiamo su alleanze importanti per essere decisivi nelle scelte dell’UE»

Brescia, 28 maggio 2010 - Il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione dell’Unione Europea con la riforma della Pac è stato il tema del Forum Internazionale organizzato da Coldiretti lo scorso giovedì 27 maggio al Conrad Hotel di Bruxelles.
«È necessario intervenire per contrastare le evidenti anomalie presenti sul mercato del cibo, anomalie che la crisi rischia di amplificare con una forte volatilità dei prezzi provocata dalle speculazioni di mercato e dal calo dei consumi». È quanto ha affermato il presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento al Forum Internazionale promosso a Burxelles dalla maggiore organizzazione agricola italiana. Alla due-giorni europea sono intervenuti il Ministro per le Politiche Agricole Giancarlo Galan, il Ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi e il Commissario europeo per l'Agricoltura Dacian Ciolos, i quali hanno pienamente condiviso la strategia e la linea di Coldiretti che ritiene indispensabile garantire alla riforma della Politica Agricola Comune (Pac) una quota adeguata delle risorse del bilancio comunitario, mantenendo l’attuale distribuzione tra Stati membri e individuando nel pagamento unico aziendale disaccoppiato (Pua) una componente di qualificazione della spesa su base ambientale, sociale e di partecipazione alle filiere.
«Quella di oggi è una ricorrenza importante - ha sottolineato Marini -, ma la congiuntura non ci consiglia di festeggiare. È un momento delicato e difficile per l'Europa e per l'Italia, nonché per le imprese agricole che vivono anni di crisi. Tuttavia noi siamo una organizzazione profondamente ottimista, che cerca di reagire. Vogliamo capire come
la politica possa mettere mano a problemi strutturali che riguardano il nostro settore. Garantire la stabilità dei prezzi in un mercato a domanda rigida come quello alimentare è un obiettivo di interesse pubblico che va sostenuto con l’introduzione di interventi di mercato innovativi, quali le assicurazioni sul reddito nell’ambito della riforma di mercato della politica agricola comune».
Relativamente al progetto Coldiretti per una Filiera tutta agricola e tutta italiana, il presidente Marini ha ribadito che «le distorsioni che provocano la perdita di valore all’interno della filiera con la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola che danneggia i consumatori ed i produttori agricoli devono essere una priorità da affrontare nella nuova politica agricola che deve sostenere il rafforzamento della posizione debole del settore primario all’interno della filiera alimentare, anche con misure che riguardano la libera concorrenza. È quindi necessario proporre soluzioni per una partecipazione vera, sostanziale e non solo formale degli agricoltori alla filiera».
Dello stesso parere il presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini che ha affermato l’importanza di «creare le condizioni per una vera aggregazione dell’offerta all’interno di filiere trasparenti, più corte e “firmate”, cioè chiaramente riconoscibili da parte dei consumatori. È questo l’unico modo per ristabilire un legame tra il prezzo alla produzione e quello al consumo». Quanto al futuro della Pac, Ettore Prandini ha voluto sottolineare la presenza e la stretta collaborazione che esiste ormai da qualche anno con le più importanti organizzazioni agricole europee. «Vige una forte sintonia sulle politiche tra Coldiretti ed i più grandi sindacati agricoli europei. Si tratta di una collaborazione che è stata anche suggellata nel documento finale del G8 delle organizzazioni agricole allestito da Coldiretti lo scorso anno a Palazzo Rospigliosi. Non è un caso se al Forum Coldiretti di Bruxelles erano presenti anche i presidenti della confederazione agricola tedesca, Gerd Sonnleitner e britannica, Peter Kendall; il vice presidente della Fnsea francese Jean Paul Bastian e il presidente del Copa Padraig Walshe».

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