1 Luglio 2010
QUOTE LATTE: AUDIZIONE DI GALAN IN COMMISSIONE AGRICOLTURA

Prandini: «La linea di Coldiretti trova conferma nelle parole del Ministro dell’Agricoltura»

Brescia, 30 giugno 2010 - «Mi spiace togliere qualsiasi illusione: le sanzioni vanno pagate rispettando totalmente l'accordo con l'Unione Europea. La questione quote-latte è stata chiusa con la Legge 33, perché dopo l'approfondimento effettuato, su mio incarico, da Agea, Dipartimento Politiche Comunitarie e Commissario Quote Latte, non è emerso nessun elemento oggettivo che permetta di concludere che siano stati commessi errori nel calcolo delle multe, né è possibile pensare a rinvii del pagamento della prima parte di rateizzazione prevista dalla Legge 33 o della sesta rata della Legge 119». Questo quanto dichiarato ieri dal Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan durante l’audizione in Commissione Agricoltura.
«Nelle parole del Ministro Galan – sottolinea Coldiretti Brescia – è racchiusa la conferma della coerenza e della correttezza della posizione tenuta da Coldiretti anche durante le fasi di approvazione della Legge 33, un provvedimento voluto e proposto nel 2009 dall’onorevole Luca Zaia che era all’epoca il titolare del Dicastero dell’agricoltura. Abbiamo sostenuto il Ministro Zaia con proposte e significativi miglioramenti ad una legge che aveva l’obiettivo di chiudere definitivamente il contenzioso sulle quote-latte offrendo altresì un’ultima possibilità di regolarizzazione (rateizzando i debiti in 30 anni) alle aziende che in un decennio di “splafonamenti” avevano accumulato pesanti multe nei confronti dello Stato. Nel sostenere ed accompagnare il provvedimento, Coldiretti si era anche trovata in contrasto con le altre organizzazioni di categoria che accusavano l’allora Ministro Zaia di preparare una legge-condono per salvare i Cobas. Oggi si può dire invece che esistono norme precise ed un percorso chiaro che sta portando nella sola direzione possibile: quella di voltare pagina rispetto al tema quote e di affrontare il nodo più significativo per le imprese vere, e cioè il prezzo del latte. Senza un prezzo adeguato e senza un reddito dignitoso per gli allevatori, le nostre stalle non avranno futuro.
«La stragrande maggioranza di produttori italiani che hanno diligentemente rispettato la Legge 33/2009 e le norme precedenti, sempre in materia di quote latte, hanno bisogno di certezze e l’autorevole presa di posizione del Ministro Galan non lascia spazio a futili e demagogici fraintendimenti. Si tratta di una questione di diritto, di metodo, di rispetto della legge. Non è un caso come poi il titolare del Dicastero all’Agricoltura abbia puntualizzato come “la Legge 33 rappresenti il massimo che potesse essere attuato”».

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