17 Giugno 2026
Desertificazione, Coldiretti Varese: “I pascoli prealpini sono un presidio strategico del territorio”

VARESE – Negli ultimi cinquant’anni sono scomparsi in Italia 2,4 milioni di ettari di prati e pascoli, una superficie grande quanto la Lombardia. Un fenomeno che rappresenta una minaccia per l’agricoltura, l’ambiente e la tenuta dei territori più fragili. A lanciare l’allarme è Coldiretti in occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità istituita dall’Onu, che quest’anno richiama l’attenzione sul valore dei pascoli e delle terre aride come ecosistemi essenziali.

«Per la provincia di Varese il tema riguarda da vicino il futuro delle nostre aree prealpine» sottolinea il presidente di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo. «I prati e i pascoli rappresentano un presidio fondamentale per la conservazione del paesaggio, della biodiversità e delle attività agricole. Dove il pascolo viene mantenuto vivo dagli allevatori si conserva un equilibrio che genera valore economico, ambientale e sociale».

Secondo un’analisi Coldiretti sui censimenti Istat, nel 1970 la superficie agricola nazionale destinata a pascoli e prati permanenti ammontava a 5,5 milioni di ettari. Oggi ne restano poco più di 3,1 milioni. Una riduzione che ha comportato minore disponibilità di superfici per l’allevamento, maggior dipendenza da mangimi esterni e costi produttivi più elevati.
Nel territorio varesino i pascoli prealpini costituiscono inoltre un elemento caratteristico del paesaggio delle valli e delle zone montane, contribuendo alla tutela degli ecosistemi locali e alla valorizzazione delle produzioni zootecniche legate al territorio.
«La presenza degli allevatori svolge una funzione insostituibile di manutenzione ambientale» evidenzia il direttore di Coldiretti Varese, Luciano Salvadori. «L’abbandono dei prati e dei pascoli favorisce l’avanzata incontrollata della vegetazione, aumenta il rischio di incendi e può accentuare fenomeni di dissesto idrogeologico. Per questo è fondamentale sostenere chi continua a lavorare nelle aree collinari e montane».

La perdita di prati e pascoli determina inoltre una riduzione della biodiversità, penalizzando habitat preziosi per impollinatori, insetti e fauna selvatica. Viene meno anche una importante capacità di assorbimento del carbonio nei suoli, con conseguenze dirette sulla lotta ai cambiamenti climatici.
In occasione della recente Giornata mondiale contro la desertificazione, Coldiretti ha rilanciato anche la necessità di accelerare sulla realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio per la produzione di energia elettrica. Un progetto che consentirebbe di raccogliere e conservare l’acqua piovana durante tutto l’anno, contrastando gli effetti sempre più evidenti delle alternanze tra siccità e precipitazioni intense.

«La gestione della risorsa idrica sarà una delle sfide decisive per il futuro dell’agricoltura» concludono Colombo e Salvadori. «Servono investimenti nelle infrastrutture, nella manutenzione del territorio e nel sostegno alle imprese agricole che garantiscono ogni giorno la cura del paesaggio. Difendere i pascoli prealpini significa preservare un patrimonio ambientale e produttivo che appartiene a tutta la comunità».

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