29 Giugno 2026
Fancy Food: la cucina italiana piace a 7 turisti su 10 negli Usa ma seve difendere il vero made in Italy

COMO-LECCO – La cucina italiana negli Stati Uniti viene “promossa” da 7 turisti su 10, ma resta alta l’attenzione su ingredienti fake, ricette snaturate e imitazioni che rischiano di indebolire il valore del Made in Italy a tavola. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione del Summer Fancy Food di New York, dove i cuochi contadini di Campagna Amica hanno portato le specialità tricolori più note per raccontare l’identità autentica della cucina italiana.
Un tema che riguarda da vicino anche le province di Como e Lecco, dove il turismo internazionale — e in particolare quello statunitense — rappresenta una componente sempre più rilevante. Il Lago di Como è infatti tra le destinazioni italiane più riconoscibili e desiderate dal pubblico americano, attratto dal paesaggio, dall’ospitalità, dalla cultura e da un’idea di italianità che passa inevitabilmente anche dalla tavola.

“Il successo della cucina italiana nel mondo è una grande opportunità, ma anche una responsabilità” afferma Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. “Nelle nostre province, agriturismi, aziende agricole e mercati di Campagna Amica svolgono un ruolo decisivo: permettono ai turisti di incontrare il vero agroalimentare italiano e lariano, fatto di prodotti locali, stagionalità, filiere riconoscibili e rapporto diretto con chi coltiva, alleva e trasforma”.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, tra gli italiani che hanno avuto occasione di mangiare in ristoranti italiani negli Stati Uniti, o che si presentavano come tali, il 69% esprime una valutazione positiva o almeno sufficiente della cucina proposta: l’11% la considera ottima, il 28% buona e il 30% sufficiente. Le valutazioni negative restano più contenute, con il 21% che la giudica scarsa e il 5% pessima, mentre un’analoga percentuale non si pronuncia.

Il sondaggio conferma però anche il forte legame degli italiani con l’autenticità delle proprie tradizioni gastronomiche. Quando vengono individuati difetti nella cucina italiana proposta all’estero, le critiche riguardano soprattutto la distanza dalle ricette originali (29%), l’utilizzo di imitazioni dei prodotti italiani (28%) e l’impiego di ingredienti considerati di qualità inferiore (25%). Più limitato, invece, il peso attribuito agli stereotipi sull’italianità di locali e ristoranti (18%).
“Per un territorio come il nostro, conosciuto nel mondo anche grazie al Lago di Como, la sfida è trasformare l’interesse turistico in conoscenza reale del cibo italiano” continua Trezzi. “Chi arriva dagli Stati Uniti o da altri Paesi deve poter riconoscere la differenza tra un prodotto autentico e una copia, tra una ricetta legata al territorio e una versione costruita solo per il mercato. In questo senso, gli agriturismi e i mercati contadini sono presìdi culturali prima ancora che economici”.

Nelle province di Como e Lecco, la rete degli agriturismi e dei mercati di Campagna Amica contribuisce a promuovere il patrimonio agricolo lariano attraverso formaggi, salumi, miele, piccoli frutti, vino, olio, ortaggi, trasformati aziendali e produzioni di montagna e collina che raccontano la varietà del territorio. Un’offerta che intercetta sia i residenti sia i visitatori, rafforzando il legame tra turismo, paesaggio e agricoltura locale.

La cucina italiana vale oggi nel mondo 251 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi Coldiretti su dati Deloitte Foodservice Market Monitor 2025. Stati Uniti e Cina rappresentano insieme oltre il 65% dei consumi globali legati alla cucina italiana. Numeri che confermano la forza del modello gastronomico nazionale, ma anche la necessità di tutelarlo dalle imitazioni e dall’Italian sounding.
“Difendere l’autenticità significa raccontare meglio chi siamo” conclude Trezzi. “Il cibo italiano è forte perché nasce dai territori. E il Lario, con la sua agricoltura, i suoi mercati contadini e i suoi agriturismi, può essere una porta d’ingresso privilegiata per far conoscere ai turisti internazionali il Made in Italy vero, quello che parte dai campi e arriva alla tavola”.

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