VARESE – Gli elogi agli agricoltori europei devono tradursi in risorse, regole e scelte concrete. Coldiretti Varese interviene dopo il discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha indicato come priorità la sicurezza alimentare, la tutela delle risorse idriche e la protezione delle produzioni agricole dalle conseguenze delle ondate di calore.
Parole importanti, alle quali devono però seguire provvedimenti coerenti. Le imprese agricole della provincia di Varese, dalle stalle da latte al florovivaismo, dai seminativi all’orticoltura fino alle aziende delle aree prealpine, affrontano ogni giorno l’aumento dei costi, gli effetti degli eventi climatici estremi, la concorrenza delle importazioni e un carico burocratico che continua a sottrarre tempo e risorse al lavoro nei campi e nelle stalle.
«Gli agricoltori non chiedono celebrazioni, ma la possibilità di continuare a produrre cibo e reddito» afferma Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. «Se l’agricoltura europea viene riconosciuta come la più sicura e sostenibile al mondo, questa centralità deve essere confermata nei bilanci e nelle decisioni politiche. Non è accettabile elogiare le imprese agricole e, contemporaneamente, prospettare tagli alle risorse, nuovi costi e ulteriori vincoli».
La presidente della Commissione europea ha annunciato un piano contro le ondate di calore e una nuova iniziativa per l’acqua, ricordando che nell’Unione viene disperso quasi un quarto delle risorse idriche immesse nelle reti. Per Coldiretti è indispensabile intervenire sulle infrastrutture, recuperare l’acqua piovana e potenziare la capacità di accumulo, attraverso una rete di invasi diffusi e opere capaci di rendere disponibile la risorsa nei periodi di siccità.
«Acqua e agricoltura sono inseparabili: senza una gestione efficiente delle risorse idriche non esistono raccolti, allevamenti e sicurezza alimentare» sottolinea Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Varese. «Gli agricoltori stanno già investendo in sistemi irrigui più efficienti e tecnologie di precisione, ma devono essere supportati e l’Europa deve fare la sua parte».
Coldiretti Varese richiama, con preoccupazione, anche il rischio di una riduzione delle risorse destinate alla Politica agricola comune e alla promozione delle produzioni europee. La Pac deve rimanere una politica autonoma, dotata di un bilancio adeguato e realmente destinato agli agricoltori attivi. Indebolirla significherebbe mettere a rischio la capacità produttiva dell’Europa e aumentare la dipendenza dalle importazioni.
La transizione ambientale deve inoltre tenere conto della sostenibilità economica delle imprese. Gli effetti di strumenti come Ets e Cbam non possono tradursi in nuovi rincari per fertilizzanti, energia, mezzi tecnici e trasporti, scaricando ancora una volta gli oneri sulle aziende agricole.
«La sostenibilità ambientale esiste soltanto se cammina insieme a quella economica e sociale» prosegue Colombo. «Le nostre aziende rispettano standard tra i più severi al mondo in materia di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e benessere animale. Non possono essere penalizzate da norme che aumentano i costi, mentre sul mercato europeo continuano ad arrivare prodotti realizzati secondo criteri meno rigorosi».
Per questo Coldiretti ribadisce la richiesta di reciprocità: tutti i prodotti importati nell’Unione europea devono rispettare le medesime regole imposte agli agricoltori europei. Servono controlli efficaci, origine trasparente in etichetta e il principio secondo cui ciò che è vietato agli agricoltori italiani non può essere consentito a chi esporta verso l’Italia.
Un altro fronte riguarda le gare d’appalto e la ristorazione collettiva. Secondo Coldiretti, l’Europa non ha mostrato sufficiente coraggio nel contrastare la presenza dei cibi ultraformulati nelle mense pubbliche, a partire da quelle scolastiche.
«La salute dei cittadini, soprattutto dei bambini, deve venire prima di ogni altra considerazione» evidenzia Salvadori. «Nelle scuole, negli ospedali e nelle strutture pubbliche occorre favorire alimenti freschi, stagionali, riconoscibili e legati ai territori. Le gare non possono essere decise esclusivamente dal prezzo più basso: devono premiare qualità, origine, valore nutrizionale e sostenibilità reale».
Coldiretti Varese evidenza infine l’urgenza di una decisa semplificazione amministrativa. La burocrazia e la continua sovrapposizione di norme rischiano di frenare gli investimenti e allontanare proprio quei giovani dei quali l’agricoltura ha maggiore bisogno.
«L’Europa deve scegliere se considerare l’agricoltura un settore strategico oppure soltanto un’attività da caricare di nuovi obblighi» conclude Colombo. «Garantire cibo sicuro, custodire il territorio e mantenere vive le aree rurali sono funzioni essenziali. Per svolgerle servono reddito, investimenti, regole eque e una visione di lungo periodo. Gli elogi fanno piacere, ma alle imprese agricole servono fatti».