15 Novembre 2019
Convegno su cambiamenti climatici, agricoltura e sostenibilità

"... e non ci sono più le mezze stagioni, agricoltura e sostenibilità in tempo di cambiamenti climatici" è il titolo del convegno organizzato da Coldiretti Brescia per il Ringraziamento 2019, a Rovato la mattina del 15 novembre.

“L’agricoltura non è la causa del cambiamento climatico ma deve essere vista come la soluzione, come il motore che dà stimolo e futuro al nostro Paese, alle nuove generazioni e dobbiamo raccontare il modello produttivo italiano che parla di ambiente, biodiversità e sostenibilità”. Questo il tema centrale affrontato dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel convegno, alla presenza di oltre 400 tra soci e cittadini. Una tavola rotonda alla presenza, tra gli altri, del meteorologo, climatologo e accademico Andrea Giuliacci: “in Italia i cambiamenti climatici hanno colpito con un’intensità superiore a quella della media planetaria, in inverno c’è meno neve e in estate più caldo. Assistiamo a una rapida ritirata dei ghiacciai alpini, basti pensare che in 50 anni la loro superficie è diminuita di circa il 30%”.

Cambiamenti climatici: cosa può fare il mondo agricolo

Moderati da Felice Adinolfi, professore di economia presso l’Università degli studi di Bologna, sono intervenuti alla tavola rotonda Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, che ha posto l’attenzione sull’importanza dell’agricoltura come tema centrale per il futuro del nostro Paese e Francesco Vincenzi, presidente dell’associazione nazionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, che ha sottolineato l’importanza degli invasi - un valore aggiunto per agricoltura e territorio - e quanto sia urgente rimettere al centro il tema dell’acqua quale elemento di sviluppo per il sistema Paese.

Sul tema è intervenuto anche l’assessore regionale Fabio Rolfi: “l’agricoltura subisce i cambiamenti climatici senza provocarli, anzi, è una delle soluzioni al problema. Il settore primario in Lombardia ha abbattuto le emissioni, contribuisce a creare energia pulita ed è una attività di presidio ambientale in alcune zone che si stanno spopolando. Per questo contrasteremo una visione ideologica che vorrebbe trasformare la prossima Politica agricola comune in uno spot ambientalista”.

La ricetta? Innovazione, sostenibilità e reddito

Diversi gli eventi estremi che negli ultimi mesi hanno devastato campi di mais, frutta e verdura, prati per il foraggio degli animali, ma anche stalle, attrezzature e strutture aziendali. In base alle stime regionali, solo tra luglio e agosto il conto delle bizze del meteo nei campi bresciani, tra danni diretti e indiretti, ammonta a circa 47 milioni di euro.

“Nell’affrontare finora i cambiamenti climatici – aggiunge il presidente Prandini - l’errore è stato quello di agire sull'urgenza e non sulla programmazione di politiche a lungo periodo. Purtroppo, e lo sperimentiamo ogni giorno da Nord a Sud della penisola, ci troviamo sistematicamente ad affrontare eventi climatici mai visti in passato, che causano problemi seri all’agricoltura e alle strutture”. Proprio l’agricoltura può e deve giocare un ruolo importante in materia di clima e di sostenibilità ambientale. Un apporto che richiede innovazione, uso intelligente delle risorse e, cosa non meno importante, redditività alle aziende agricole.

“Il nostro territorio vanta grande diversificazione nelle produzioni agricole – conclude Prandini -, pensando al settore vitivinicolo e a quello florovivaistico, che aiutano a combattere l’inquinamento. Dobbiamo altresì valorizzare le eccellenze del modello zootecnico italiano – il più sostenibile in Europa – e guardare concretamente al futuro dei bacini di accumulo e all’utilizzo sostenibile della sostanza organica per dare nutrimento alla terra. Il  supporto politico resta decisivo in ogni passaggio legato a sostenibilità e sviluppo economico”.

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