19 Ottobre 2021
Al Vinitaly arrivano anche le birre bergamasche al Moscato

- Le birre di vino dell’azienda bergamasca Pagnoncelli Folcieri, realizzate con il Moscato di Scanzo (una delle più piccole Docg d’Italia) sono state esposte al Vinitaly nella prima esposizione organizzata da Coldiretti sui nuovi esempi di business che conciliano la necessità delle imprese agricole di diversificare le attività e di ottimizzare la gestione delle risorse verso la transizione ecologica con le nuove tendenza di consumo e la voglia di naturalezza post pandemia.

 

L’azienda Pagnoncelli Folcieri di Scanzorosciate (Bg) produce due birre di vino. La prima è ottenuta dal Moscato di Scanzo (una delle più piccole DOCG d’Italia), a partire da mosto d'uva dopo appassimento, ed è una birra in stile Italian Grape Ale, unico stile birrario italiano ad oggi riconosciuto. Il nome Mùscat (omonima capitale dell'attuale Oman) va alle origini del termine, il cui significato primo è aromatico. La gradazione è importante, 8,5%, è quindi una birra da pasto, abbinabile a cibi anche saporiti, e ingentilita dalla tipica nota dolce del Moscato di Scanzo. Data la forte aromaticità dell’uva, è sufficiente una “piccola” quantità per caratterizzare molto il prodotto finale. La fermentazione viene condotta in 3 fasi con 3 lieviti diversi che donano un aroma di speziato/pepato e fruttato di frutta esotica abbinata ad una buona beverinità. Ne risulta così una birra molto aromatica ed equilibrata con un buon bilanciamento dolce/amaro. 

 

La seconda birra di vino si chiama Sirio: frutto della collaborazione stretta con il mastro birraio Giovanni Marsan, è realizzata con mosto di Moscato giallo passito. Il Moscato Giallo, noto anche come Moscato Sirio, è un vitigno di origini Siriane importato dai mercanti Veneziani dalla Grecia, poi da Venezia diffusosi in tutto il nord-est italiano. Da qui il nome scelto per questa birra.  L’azienda Pagnoncelli Folcieri produce anche un sale aromatizzato al Moscato di Scanzo e un condimento sempre aromatizzato al Moscato di Scanzo

 

“La viticoltura - spiega il direttore di Coldiretti Bergamo Carlo Loffreda -  alimenta numerose opportunità di lavoro in diversi settori, grazie anche alla capacità di innovare dei nostri viticoltori, sempre più attenti alla qualità ma anche a mettere in campo idee creative capaci di conquistare i consumatori”.

 

L’esercito del vino – sottolinea   Coldiretti  – spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi).

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