25 Novembre 2020
Allevamenti in ginocchio, impennata dei costi di produzione e brusco calo dei consumi

“Anche gli allevamenti di suini bergamaschi rischiano il crac con produzioni di prosciutti e di salami Dop della tradizione Made in Italy in forte difficoltà, una situazione che negli ultimi mesi si è ulteriormente appesantita a causa dell’emergenza sanitaria”. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio, in riferimento alla lettera che il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini,  ha scritto ai ministri dell’Agricoltura Teresa Bellanova, della Salute Roberto Speranza e degli Esteri Luigi Di Maio sulla pesante crisi generata dall’emergenza Covid.

“Il comparto  necessita di interventi urgenti – afferma Brivio –  per questo condivido la richiesta di prevedere nella prossima legge di Bilancio forme di sostegno sul piano fiscale per i produttori di carne suina e, nello specifico, attraverso l’aumento della percentuale compensazione Iva fino al 10%”.

“Con 304.000 maiali e 22.000 scrofe allevate, pari all’8% dei suini allevati in Lombardia e il 10% delle scrofe, la filiera suinicola è strategica per l’economia agricola bergamasca – sottolinea Brivio -, ma è anche uno dei settori più esposti alle conseguenze delle misure di contenimento della pandemia, a partire  dalla chiusura e dalla limitazioni della ristorazione che stanno causando perdite così importanti da mettere a rischio la tenuta stessa dell’intero sistema di allevamento e trasformazione”.

Il quadro economico del comparto è reso più critico dall’inatteso aumento delle materie prime per l’alimentazione dei suini che rappresenta quasi i due terzi del costo totale dell’allevamento. L’emergenza Covid sta innescando un nuovo cortocircuito sul fronte delle materie prime nel settore agricolo che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri.

“Gli allevatori bergamaschi – evidenzia Brivio – sono preoccupati anche per il rischio di ingresso della Peste Suina Africana sul territorio nazionale contro la quale è necessario tenere alta la guardia fino al blocco delle importazioni di animali vivi da zone che possano rappresentare una minaccia veicolata dai cinghiali, di cui è fondamentale il contenimento della popolazione”.

Per il presidente di Coldiretti Bergamo “occorre salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui, con l’emergenza Covid -19, il cibo ha dimostrato tutta la sua strategicità”.

Coldiretti Bergamo ritiene quindi  importante il via libera agli aiuti per gli allevamenti che risponde alle richieste di Coldiretti e di Filiera Italia. Il decreto prevede un incremento del sostegno agli allevamenti di maiali, sollecitato da Coldiretti, con l’aumento fino a 30 euro dell’aiuto già previsto per le scrofe, che oggi è fissato fino a 18 euro, raddoppiando così la dotazione. E’ importante ora utilizzare subito questi fondi che, se non utilizzati entro fine anno rischiano di andare persi.

 

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