25 giugno 2026
Bio, il primato pavese all’Assemblea provinciale 2026 di Coldiretti
A Val di Nizza il convegno a cui ha partecipato anche il Responsabile Nazionale Coldiretti del biologico
Il biologico pavese si conferma al primo posto in Lombardia, con circa 550 aziende agricole bio che coltivano oltre 20 mila ettari. È quanto emerge dal convegno “Il biologico in Provincia di Pavia: dati, prospettive e buone pratiche”, organizzato da Coldiretti Pavia a Val di Nizza in chiusura dell’Assemblea Provinciale 2026.

Un appuntamento, quello dell’Assemblea 2026 di Coldiretti Pavia, che ha richiamato numerosi imprenditori agricoli da tutto il territorio pavese, non soltanto quelli attivi nel settore biologico che rappresenta un’eccellenza pur rimanendo una nicchia all’interno dell’intero sistema agricolo provinciale. «Il biologico richiede una gestione più impegnativa, anche sul piano burocratico e delle ore di lavoro: anche per questo il sostegno pubblico è determinante – sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Come Coldiretti ci stiamo impegnando in questo senso, anche attraverso la costituzione di un marchio nazionale per il bio italiano che a breve vedrà la luce dal Ministero dell’agricoltura».

Un patrimonio, quello del bio pavese, che da solo vale quasi il 35% delle aziende biologiche lombarde e che copre circa la metà dell’intera superficie coltivata con questo metodo in Lombardia .Dopo Pavia – sottolinea Coldiretti – le province lombarde con il maggior numero di aziende biologiche sono Brescia (297 aziende) e Mantova (223). «Questo tema è importantissimo per la nostra provincia – dice ancora Silvia Garavaglia – perché è trasversale a tutti i settori e a tutte le diverse sfaccettature del nostro territorio. Abbiamo voluto organizzare la nostra Assemblea provinciale 2026 e questo convegno proprio in Alto Oltrepò perché qui sta proprio la culla del bio pavese, facendo il punto sulla situazione attuale ma anche fornendo delle prospettive future per questo settore».
La vocazione biologica del territorio pavese – spiega Coldiretti – è legata anche alla sua conformazione e alla varietà delle sue produzioni. Nella zona montana dell’Alto Oltrepò sono presenti foraggi, cereali, frutta e ortaggi, allevamenti bovini da carne e da latte, capre con produzione di formaggi, apicoltura bio e coltivazioni di lavanda, timo e rosmarino per oli essenziali. Nell’Oltrepò collinare dominano invece foraggi, cereali e viti, con diverse aziende che vinificano anche in biologico. In pianura le coltivazioni bio risultano meno estese ma comunque presenti, con prevalenza di cereali, soia e foraggi.

Al convegno organizzato da Coldiretti Pavia in chiusura dell’Assemblea Provinciale 2026 ha partecipato anche Francesco Giardina, Responsabile nazionale di Coldiretti Bio. «I numeri del biologico italiano sono molto importanti – ha detto Giardina – L’Italia è già al 20 per cento di aziende bio, e stiamo raggiungendo velocemente l’obiettivo del 25% che l’Europa si è data da raggiungere entro il 2030. Un po’ più a rilento invece va il consumo degli alimenti biologici nel nostro Paese, fermo al 3 per cento».
L’Assemblea Provinciale di Coldiretti, infatti, è tradizionalmente anche un momento di confronto tra agricoltori, oltre che un’occasione per fare il punto sull’attività sindacale svolta dalla più importante Organizzazione agricola del territorio pavese e sulle principali criticità che attraversano il comparto agricolo. Criticità che riguardano anche il biologico. «È importante che le aziende investano sul bio, anche per avvicinarsi sempre di più alle richieste dei cittadini – conclude il Presidente di Coldiretti Pavia – Ma è altrettanto fondamentale che le aziende biologiche, così come tutte le aziende agricole, ottengano il giusto riconoscimento economico per il lavoro svolto, soprattutto in una fase storica segnata dall’esplosione dei costi di produzione».