20 Febbraio 2020
Caldo anomalo riporta al lavoro le api

Il caldo anomalo e le ripetute giornate di sole di questo febbraio hanno risvegliato in anticipo le api, che in Lombardia si stima siano oltre 4 miliardi. Il monitoraggio di Coldiretti Lombardia evidenzia una temperatura Italia superiore di 1,65 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio.

Secondo i dati dell'anagrafe apistica, le temperature diurne sopra la media hanno fatto uscire le api dai circa 160 mila alveari presenti in Lombardia, ma ora il rischio è che un eventuale ritorno del freddo possa far gelare i fiori e anche far morire parte di questi insetti, dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia.

Caldo anomalo, testimonianze degli apicoltori

"Le api hanno iniziato a lavorare prima del previsto – conferma Irvano Fortini, apicoltore di Arzago d’Adda, in provincia di Bergamo. Se ci fosse un ritorno tardivo del freddo saremmo nei guai". Anche Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio (BS), è della stessa opinione: “con queste temperature l’attività apistica è già iniziata, nei terreni infatti si possono vedere alcune piccole fioriture in netto anticipo rispetto alla normalità; mi auguro che non ci sia un crollo della temperatura perché si potrebbero verificare alcune problematiche, monitoriamo la situazione e vediamo se ci sarà necessità di interventi esterni”.

Gli fa eco Mauro Veca, che produce miele a Milano città: “Questo si sta rivelando un inverno talmente mite che le api nelle ultime settimane hanno iniziato a uscire più facilmente dagli alveari. Il sole e le temperature più alte della media hanno anticipato l’attività degli insetti, ma il rischio è che eventuali gelate improvvise possano danneggiare i primi fiori con conseguenze negative sulle api stesse”. Nel capoluogo lombardo, secondo i dati Arpa regionali, il mese di gennaio ha registrato temperature minime con una media di 3,3 °C, 2 gradi in più della media del periodo, mentre la massima assoluta è salita fino a 15,1 °C.

Il clima "abbassa" il Po

Il clima mite e l’assenza di precipitazioni significative nell’ultimo periodo hanno fatto anche scendere il livello idrometrico del fiume Po, basso come in piena estate. Anomalie si registrano anche nei grandi laghi, con percentuali di riempimento che vanno dal 25% di quello di Como al 28% dell’Iseo. Preoccupa il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca (Pavia), pari a -2,4 metri, lo stesso di metà agosto scorso. Situazione che ha spinto l'Autorità distrettuale di bacino a convocare per il 6 marzo l'Osservatorio sulle crisi idriche per fare il punto della situazione. Non si prevedono infatti precipitazioni se non di scarsa entità, per cui potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%.

L’andamento anomalo di questo inverno conferma dunque i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali e impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa.

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