VARESE – Difendere il diritto a un’alimentazione sana, contrastare la diffusione dei cibi ultraformulati, soprattutto nelle mense scolastiche, e rafforzare l’educazione alimentare delle nuove generazioni. È l’impegno rilanciato da Coldiretti Varese in occasione del XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, in corso a Roma, a Palazzo Rospigliosi, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti. Un confronto che pone al centro il rapporto tra cibo e salute, la qualità delle produzioni agricole e la necessità di garantire ai cittadini alimenti sicuri, tracciabili e legati al territorio.
A richiamare l’attenzione sui rischi di un consumo elevato di alimenti ultraprocessati sono i dati scientifici presentati al Forum, dove è intervenuto Carlos Augusto Monteiro, epidemiologo brasiliano e ideatore della classificazione NOVA, utilizzata per distinguere gli alimenti in base al grado e alle caratteristiche della loro trasformazione industriale.
Secondo i risultati delle ricerche richiamate nel corso dell’incontro, pubblicate sulla rivista scientifica The Lancet, un maggiore consumo di prodotti ultraprocessati risulta associato a un aumento del 25% del rischio di diabete di tipo 2, del 23% per la depressione e del 21% per sovrappeso e obesità. Le analisi segnalano inoltre un’associazione con un incremento del 18% della mortalità complessiva e degli esiti cardiovascolari. Si tratta di associazioni statistiche che non dimostrano, da sole, un rapporto diretto di causa ed effetto, ma che rafforzano l’attenzione della comunità scientifica verso la qualità dell’alimentazione.
«Il cibo non è soltanto una questione di gusto o di abitudini quotidiane, ma rappresenta un elemento fondamentale per la salute e per la qualità della vita» sottolinea Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. «Per questo è importante riportare al centro dell’attenzione il valore delle produzioni agricole, degli alimenti freschi e della conoscenza di ciò che portiamo in tavola. Nella nostra provincia abbiamo un patrimonio di aziende che producono latte, carne, ortaggi, frutta e altre eccellenze agroalimentari, garantendo un rapporto diretto con il territorio. Valorizzare questo lavoro significa anche offrire ai cittadini strumenti per compiere scelte alimentari più consapevoli».
Uno dei temi centrali del Forum riguarda la presenza dei cibi ultraformulati nelle mense scolastiche e nelle strutture pubbliche di cura e assistenza. Il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha richiamato la necessità di una normativa europea che ne limiti la somministrazione in questi contesti, annunciando l’avvio di una verifica delle condizioni per promuovere un’azione legale collettiva a tutela della salute dei cittadini.
L’attenzione si concentra soprattutto sui bambini e sugli adolescenti, le cui abitudini alimentari si formano proprio nei primi anni di vita. Il tema riguarda anche la provincia di Varese, dove Coldiretti promuove attraverso Campagna Amica e le proprie iniziative didattiche la conoscenza dell’origine degli alimenti, della stagionalità e delle produzioni agricole locali.
Particolarmente importante è il lavoro svolto nelle scuole, attraverso i percorsi di educazione alimentare che avvicinano gli studenti al mondo agricolo e insegnano a distinguere gli alimenti, leggere le etichette e comprendere il significato della tracciabilità. Dalla scoperta degli ortaggi di stagione ai laboratori dedicati al latte, ai cereali e al miele, l’obiettivo è costruire una maggiore consapevolezza sul rapporto tra agricoltura, alimentazione e benessere.
«L’educazione alimentare deve cominciare dai più giovani e coinvolgere anche le famiglie» evidenzia Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Varese. «Conoscere la provenienza di un prodotto, imparare a leggere un’etichetta, distinguere gli alimenti freschi dalle formulazioni industriali più complesse sono competenze sempre più importanti. È un percorso sul quale Coldiretti investe da tempo, anche attraverso Campagna Amica e le attività nelle scuole. Il nostro obiettivo è avvicinare i consumatori agli agricoltori, valorizzando la trasparenza delle filiere e promuovendo un’alimentazione varia, equilibrata e fondata su prodotti di qualità».
Il problema ha anche un peso economico rilevante. Secondo una ricerca della Fondazione Aletheia richiamata al Forum, le malattie croniche associate a stili alimentari scorretti comportano in Italia costi sanitari stimati in circa 13 miliardi di euro all’anno. Un dato che evidenzia quanto la prevenzione alimentare rappresenti non soltanto un obiettivo sanitario, ma anche una questione sociale ed economica.
In questo contesto, Coldiretti Varese richiama il ruolo delle imprese agricole e dei mercati di Campagna Amica, che permettono ai cittadini di incontrare direttamente i produttori, conoscere la provenienza degli alimenti e riscoprire il valore della stagionalità. La filiera corta può contribuire a rafforzare la trasparenza e la conoscenza delle produzioni, offrendo al tempo stesso nuove opportunità economiche alle aziende agricole.
Il legame tra agricoltura e salute è al centro anche del progetto nazionale “Campagna Amica per la salute”, sviluppato da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che punta a promuovere la prevenzione e la corretta alimentazione attraverso la collaborazione con il mondo sanitario e della ricerca.
«La sfida è culturale prima ancora che commerciale» conclude Colombo. «Dobbiamo fare in modo che il cibo sano sia conosciuto, riconoscibile e accessibile, soprattutto alle nuove generazioni. Difendere la qualità delle produzioni agricole significa difendere contemporaneamente il lavoro delle nostre imprese e la salute dei cittadini. È un impegno che riguarda tutta la comunità, dalle famiglie alle scuole, fino alle istituzioni».
Per Coldiretti Varese, il Forum internazionale rappresenta dunque un’occasione per ribadire che il futuro dell’alimentazione passa dalla qualità delle produzioni, dalla trasparenza delle filiere e dalla capacità di trasmettere ai consumatori, a partire dai più giovani, il valore di un rapporto consapevole con il cibo.