17 Febbraio 2022
COLDIRETTI IN PIAZZA A PAVIA, AGRICOLTURA PROTAGONISTA

n. 23 – 17 febbraio 2022

 

Sono numerose le istituzioni che stamattina si sono unite a Coldiretti Pavia per la mobilitazione organizzata in piazza Guicciardi e in contemporanea in tantissime piazze italiane per dire “Basta!” alle speculazioni sulle spalle degli agricoltori. Con l’esplosione dei costi energetici, infatti, quasi un agricoltore italiano su tre (30%) è oggi costretto a ridurre la produzione di cibo, con una situazione insostenibile che mette a rischio le forniture alimentari.

I rincari dell’energia – sottolinea Coldiretti Pavia – stanno avendo un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e aumenti dei prezzi di beni essenziali che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare. E se i prezzi per le famiglie corrono, i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori – denuncia Coldiretti Pavia – non riescono neanche a coprire i costi di produzione, con il balzo dei beni energetici che si trasferisce infatti a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali.

“Per ogni euro speso dai consumatori in prodotti alimentari freschi e trasformati appena 15 centesimi vanno in media agli agricoltori – sottolinea Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – ma se si considerano i soli prodotti trasformati la remunerazione nelle campagne scende addirittura ad appena 6 centesimi. Un doloroso paradosso per chi sino ad oggi non ha mai smesso di lavorare, nemmeno durante la pandemia di Covid 19”. Il latte, ad esempio, viene pagato agli allevatori appena 38 centesimi al litro – spiega Coldiretti Pavia – mentre un coltivatore di pomodoro da industria per la passata si vede corrispondere addirittura 10 centesimi al chilo, secondo l’analisi Coldiretti. Non va meglio per chi produce grano per il pane, pagato 31 centesimi al chilo.

Per denunciare tutto questo Coldiretti Pavia ha radunato centinaia di agricoltori e allevatori provenienti da tutta la provincia. In piazza Guicciardi, insieme al Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi e al Direttore Rodolfo Mazzucotelli, erano presenti tra gli altri: l’europarlamentare Angelo Ciocca, i consiglieri regionali Roberto Mura, Simone Verni e Giuseppe Villani, col Presidente della Commissione agricoltura di Regione Lombardia Ruggero Invernizzi. Tanti anche i sindaci intervenuti con la fascia tricolore davanti alla Prefettura, da quello di Pavia Fabrizio Fracassi a quello di Vigevano Andrea Ceffa, insieme ai primi cittadini dei Comuni di Bascapè, Carbonara, Zeme Lomellina, Magherno, Bagnaria e tanti altri. In piazza con Coldiretti Pavia anche Silvia Bernini (Parco del Ticino), Enrico Losi (Ente Nazionale Risi) e Daniela Bio (Provincia di Pavia) mentre il Vescovo di Pavia Monsignor Corrado Sanguineti, impegnato in una visita pastorale, ha inviato un messaggio letto sul palco da don Franco Tassone.

Con l’avvio delle operazioni colturali, intanto, gli agricoltori – spiega Coldiretti Pavia – sono costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre – continua Coldiretti – l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%). Per non parlare dell’emergenza siccità che costringerà quest’anno ad aumentare il ricorso all’irrigazione con i costi energetici alle stelle. Ma, più in generale, il rincaro dell’energia – continua Coldiretti Pavia – si abbatte poi sui costi di produzione per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Con il paradosso che molto spesso costano di più gli imballaggi del cibo che contengono. Ad esempio, in una bottiglia di passata di pomodoro da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la metà del valore (53%), secondo la Coldiretti, è il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% è il costo della bottiglia, l’8% è il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all’etichetta e il 2% per la pubblicità.

“Serve un deciso intervento per contenere la bolletta energetica nelle campagne e garantire continuità della produzione agricola ed alimentare” afferma il Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi, nel chiedere anche che “il maggior gettito di Iva che arriva dall’aumento dei prezzi al consumo nel carrello della spesa venga destinato dallo Stato al sostegno delle imprese agricole che rappresentano l’anello più debole della filiera”. “Ma serve anche – precisa Rodolfo Mazzucotelli, Direttore di Coldiretti Pavia - percorrere con decisione la strada degli accordi tra agricoltura, industria e distribuzione, per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle”.

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