17 Luglio 2020
Consumo di suolo: bene il patto “salvacibo” tra Coldiretti e Italia Nostra

VARESE – Con la scomparsa di un campo agricolo su quattro negli ultimi 25 anni arriva il patto per salvare la sovranità alimentare del Paese in un momento in cui l’emergenza Coronavirus ha messo in luce tutta la strategicità del cibo. L’iniziativa è promossa da Coldiretti e dall’associazione Italia Nostra che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuovere azioni per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio urbano, rurale e naturale e sostenere forme di produzione sostenibili. Le ultime generazioni sono responsabili della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari.

Nel corso del 2019, in Lombardia si è persa una superficie di terreno pari a oltre 800 campi di calcio, con il risultato che il suolo consumato è ormai pari al 13% del totale del territorio regionale: la percentuale sale a oltre il 22% nel Varesotto, dove il problema della sottrazione del suolo agricolo è attuale e minaccia lo sviluppo di un’agricoltura che lotta per difendere i propri spazi. Un problema reale, con cui purtroppo devono fare i conti molti nuovi imprenditori agricoli, soprattutto giovani, che hanno difficoltà a trovare i terreni necessari allo svolgimento dell’attività.

Coldiretti e Italia Nostra hanno deciso di mettere in campo iniziative comuni per impedire e prevenire la scomparsa dei territori rurali, costantemente esposti a nuove minacce, dal rischio idrogeologico all'inquinamento, attraverso la tutela delle colture tipiche e dell’allevamento, la valorizzazione delle specialità locali e il recupero della tradizionale economia familiare e contadina. L’obiettivo è anche costruire percorsi educativi per un consumo consapevole puntando sulle produzioni derivanti dall’agricoltura biologica, il chilometro zero e le piccole realtà.

“Disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico, ancor più in questo momento in cui la pandemia ha fatto emergere il valore strategico del cibo con le forniture alimentari diventate ancora più preziose e richieste” commenta Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese. “Per questo è indispensabile difendere il patrimonio agricolo e forestale presente, incentivando, per esempio, la riconversione dei terreni abbandonati e favorendo il ricambio generazionale in campagna. La continua espansione di superfici artificiali, a lungo andare, rischia di avere pesanti conseguenze su più fronti, oltreché possibilità di non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento alimentare, in un momento peraltro di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali”.

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