23 Settembre 2019
Decreto Clima, non penalizzare l’agricoltura più green d’Europa

Nella bozza del Decreto Clima c’è un attacco senza precedenti all’agricoltura piu’ green d’Europa, che rischia di mettere fuori mercato il Made in Italy rispetto ai partner europei e di condannare all’abbandono e al dissesto idrogeologico gran parte del territorio nazionale. E’ quanto denuncia il presidente di Coldiretti Ettore Prandini commentando il provvedimento del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

La proposta di riduzione dei sussidi ritenuti ambientalmente dannosi colpirebbe infatti anche i carburanti per la pesca e per l’agricoltura. Il gasolio è l’unico carburante utilizzabile al momento per i trattori: tassarlo non porterebbe alcun beneficio immediato in termini di utilizzo di energie alternative a favore delle quali dovrebbe invece essere sviluppato un programma di ricerca e di sperimentazione per i mezzi agricoli.

I rischi del Decreto Clima

L’aumento dei costi del carburante, ma anche la revisione della fiscalità sull’attività di allevamento, costringerebbero molti agricoltori e allevatori a chiudere la propria attività, comportando un devastante impatto ambientale soprattutto nelle aree interne più difficili. Ne risulterebbe solo la delocalizzazione delle fonti di approvvigionamento alimentare, con un enorme costo ambientale legato all’aumento dei trasporti inquinanti su gomma dall’estero.

L’aumento delle tasse sull’attività di impresa in agricoltura e nella pesca, contraddice inoltre gli obiettivi definiti nel programma di Governo e fa perdere competitività al sistema italiano rispetto ai concorrenti degli altri Paesi Europei, non soggetti allo stesso inutile balzello.

Tutelare l'agricoltura green italiana

Non dimentichiamo che l’agricoltura nazionale è la più green d’Europa. L’Italia è l’unico Paese al mondo con:

  • 5.155 prodotti alimentari tradizionali censiti;
  • 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitari;
  • 415 vini Doc/Docg;
  • 60mila aziende agricole biologiche.

Inoltre, il nostro Paese ha fatto la scelta di vietare la carne agli ormoni e le coltivazioni Ogm e a tutela dei primati nazionali della biodiversità.

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