23 Agosto 2019
Maltempo a Brescia, summit per chiedere lo stato di emergenza

Riconoscere lo stato di emergenza a fronte dei molteplici episodi di maltempo a Brescia che hanno provocato milioni di euro di danni nelle campagne di tutta la provincia, mettendo in ginocchio coltivazioni, aziende agricole, strade, con danni anche a case, capannoni e attrezzature agricole.

E’ la richiesta avanzata durante il summit organizzato il 23 agosto da Coldiretti Brescia con Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti nazionale e Coldiretti Brescia; Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia; Gianmarco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo; Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia; Raffaele Borriello, Direttore generale Ismea; Stefano Simeoni, Capo di Gabinetto della Prefettura di Brescia.

Servono azioni concrete per ripartire

“Sul territorio bresciano – commenta Ettore Prandini – si concentra la metà dei danni provocati quest’anno in Lombardia da tornado, nubifragi e grandinate, eventi calamitosi straordinari che hanno messo in ginocchio la nostra agricoltura. E’ necessaria un’azione sinergica concreta da parte delle istituzioni volta ad individuare un piano strategico di ripartenza, anche attraverso un primo intervento che preveda la sospensione del pagamento delle imposte per assicurare la ripresa produttiva delle imprese e il ripristino delle strutture danneggiate”.

I primi interventi che trovano la disponibilità di Ismea riguardano la moratoria di tre anni con il congelamento dei mutui in corso e l’attivazione del fondo di garanzia per ottenere finanziamenti agevolati dalle banche per ripristinare le strutture e far riprendere l’attività agricola.

Maltempo a Brescia: la mappa degli eventi estremi

Mappa degli eventi atmosferici estremi e danni rilevati da Coldiretti Brescia

Diversi gli eventi atmosferici straordinari che negli ultimi mesi hanno devastato campi di mais, frutta e verdura, prati per il foraggio degli animali, ma anche stalle, attrezzature e strutture aziendali. In base alle stime regionali solo tra luglio e agosto il conto delle bizze del meteo nei campi bresciani ammonta a circa 47 milioni di euro.

Brescia inizia il calvario del maltempo il 5 maggio, quando una fortissima grandinata si abbatte sui comuni dell’alto Garda causando danni alle colture e ad alcune strutture. A seguire, i mesi di maggio (11 maggio) e giugno (11 giugno) vedono ancora grandinate intense, forti raffiche di vento e piogge abbondanti nella zona della Valle Camonica, della Valle Sabbia, della bassa pianura bresciana e, a macchia di leopardo, in alcuni comuni della Franciacorta e dell’alto Garda, causando allagamenti nei campi, strutture agricole e serre divelte. Il mese di agosto è stato interessato da tre episodi violentissimi di maltempo - 2 agosto, 7 agosto e 12 agosto - che hanno devastato, con grandine e trombe d’aria, colture in campo come mais, soia verdure, frutta, vigneti, uliveti e strutture aziendali come stalle, ricoveri del bestiame, attrezzature e serre in varie zone della Franciacorta e del Garda e in tanti comuni della pianura bresciana, da est a ovest, facendo salire la conta dei danni di diversi milioni di euro.

Anche l’apicoltura ha gravemente risentito del clima di quest’anno, registrando nel 2019 una diminuzione del 70% nella produzione di miele d’acacia.

Estate da dimenticare per l'agricoltura

Questa estate è stata segnata da bolle di calore anomale, ma anche da eventi estremi che hanno distrutto le coltivazioni nei campi con piante sradicate, serre divelte, uva e altra frutta flagellata come pure meloni e angurie ma anche campi allagati, soia e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer con frane, strade di campagna impraticabili e pascoli isolati.

Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, sbalzi termici e precipitazioni brevi e intense, che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio.

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