19 Aprile 2019
Elezioni, da Coldiretti Bergamo ai futuri amministratori un modello di sviluppo in 10 punti

Un manifesto in 10 punti dare centralità al settore agricolo, valorizzando il suo legame con il territorio e la sua funzione sociale ed economica. E’ il documento che Coldiretti Bergamo indirizza ai candidati di tutte le formazioni politiche che si confronteranno nella sfida elettorale che porterà a maggio al rinnovo di buona parte delle amministrazioni dei comuni bergamaschi.

Uno degli aspetti che sta particolarmente a cuore a Coldiretti Bergamo è sicuramente quello del consumo indiscriminato di suolo che nel corso degli ultimi 10 anni ha sacrificato quasi il 25% per cento della superficie agricola bergamasca con gravi pericoli per gli equilibri idrogeologici nella nostra provincia.

“Troppo spesso – sottolinea il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio - negli strumenti urbanistici osserviamo che il suolo agricolo viene considerato solo come base di nuovi insediamenti produttivi o civili, senza considerare che esso è il principale fattore di produzione dell’attività agricola ed è sinonimo di paesaggio e ambiente e per questo suo ruolo andrebbe tutelato e salvaguardato”.

Coldiretti Bergamo evidenzia inoltre una mancanza di pianificazione territoriale di respiro sovracomunale nella realizzazione degli insediamenti produttivi, che superi la logica del “tutto in ogni Comune” a scapito dell’efficienza e dell’ottimizzazione nell’uso e nella gestione delle risorse.

“Non abbiamo bisogno di un’agricoltura “da salotto” – evidenzia Brivio - ma di un’agricoltura vera, che possa esprimere le sue potenzialità e contribuire a far crescere tutta la comunità, perché gli agricoltori non delocalizzano e il valore che producono rimane dove vivono e lavorano con risvolti positivi per tutta la collettività”.

Oggi l’agricoltura si sta rivelando anche un ambito lavorativo di richiamo per i giovani che hanno riscoperto il valore della terra e del lavoro in campagna e se anche la Politica locale saprà assecondare questo ritorno creeremo nuove speranze e un nuovo futuro per le giovani generazioni.

“Crediamo molto in questa opportunità – prosegue il presidente di Coldiretti Bergamo - per questo abbiamo messo in campo il nostro progetto per una filiera agricola italiana e la valorizzazione del Made in Italy. Chiediamo alle istituzioni locali di sostenerci e di favorire la diffusione di un modello di sviluppo con al centro il nostro agroalimentare, la salvaguardia del territorio e del cibo e la salute dei consumatori”.

Dall’alleggerimento del peso burocratico a carico delle imprese al riconoscimento del ruolo di prevenzione dal dissesto idrogeologico dell’attività agricola, dalla valorizzazione della funzione sociale dell’agricoltura ma anche dell’importanza che riveste nello sviluppo territoriale in sinergia con turismo, artigianato e cultura locale fino all’incentivazione di formule che sviluppino la filiera corta e promuovano le produzioni locali, il documento di Coldiretti Bergamo propone un percorso di sviluppo per il territorio bergamasco e la sua comunità incentrato su temi agricoli ma con risvolti di interesse collettivo.

Il Decalogo per l’agricoltura bergamasca

Ai candidati alle prossime consultazioni elettorali Coldiretti Bergamo chiede di:

1) Avere maggiore considerazione del “Territorio agricolo” negli strumenti urbanistici e nelle politiche di gestione del territorio in condivisione con gli imprenditori locali favorendo l’instaurarsi e/o lo sviluppo delle attività agricole;

2) Attuare azioni di gestione del territorio che evitino l’indiscriminato consumo di suolo agricolo, favorendo prioritariamente il recupero e la riqualificazione delle aree dismesse;

3) Incentivare il ritorno dei giovani all’agricoltura sostenibile come opportunità occupazionale;

4) Alleggerire, per quanto di competenza, il peso burocratico a carico delle imprese agricole;

5) Valorizzare l’agricoltura nella sua multifunzionalità con l’incentivazione di formule che sviluppino la filiera corta e promuovano le produzioni locali (agriturismo, vendita diretta, mercati) nonché sostenere quelle forme di agricoltura specializzata e tradizionale in grado di creare reddito e occupazione;

6) Considerare l’agricoltura come una vera attività economica con in più la salvaguardia della sostenibilità ambientale, ecologica e paesaggistica (biodiversità e distintività come fattori qualificanti del territorio);

7) Riconoscere all’agricoltura il fondamentale ruolo di prevenzione dal dissesto idrogeologico;

8) Considerare l’agricoltura come motore di sviluppo territoriale coordinato con turismo, artigianato e cultura locale;

9) Valorizzare la funzione sociale dell’agricoltura con l’incentivazione di fattorie didattiche, agriasilo, agrinidi e lo sviluppo di attività formative in tema di salute ed educazione alimentare;

10) Favorire convenzioni con gli imprenditori agricoli locali, nel rispetto della legge di orientamento per la gestione, ad esempio, del verde pubblico o lo sgombero neve.

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