23 Luglio 2020
Etichetta d’origine per i salumi, ultimo via libera. “Firma storica, bene anche per il made in Lario”

COMO-LECCO – Una firma storica, che dà disco verde al al decreto che introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate. L’ultimo “via libera”, arrivato nei giorni scorsi, suggella “un’altra grande vittoria nella nostra battaglia per la corretta informazione sull’origine degli alimenti, che può valorizzare anche il lavoro degli allevatori lariani e che dà continuità a un’arte norcina che, nelle due province, vanta una tradizione radicata nei secoli” commenta Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. Dobbiamo portare sul mercato - ricorda il presidente interprovinciale di Coldiretti – “il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy. Un obiettivo condiviso da ben il 93% dei cittadini che ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti, secondo l’indagine on line del Ministero delle Politiche agricole”.

Ma la battaglia non è finita: “Ora puntiamo ad estendere l’etichetta anche ai prodotti ortofrutticoli trasformati, dai succhi di frutta alle marmellate ma anche ai legumi in scatola, senza dimenticare l’esigenza di arrivare anche nei ristoranti ad indicare la provenienza della carne e del pesce serviti a tavola”.

Il decreto nazionale interministeriale introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate, dopo che ha avuto il nulla osta da parte della Commissione Europea. Una misura importante anche per fermare le speculazioni con i prezzi dei salumi in aumento del 3,5% al dettaglio mentre secondo un’analisi Coldiretti, dall’inizio della pandemia, le quotazioni dei maiali tricolori si sono quasi dimezzate e scese a poco più di un euro al chilo.

A preoccupare è l’invasione di cosce dall’estero: la Coldiretti stima, infatti, che tre prosciutti su quattro venduti in Italia siano in realtà ottenuti da carni straniere senza che questo sia stato fino ad ora esplicitato in etichetta.

Il decreto sui salumi prevede - spiega Coldiretti - che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.

 

 

L’etichetta di origine sulla spesa degli italiani

 

Cibi con l’indicazione origine                         E quelli senza

Salumi                                                                      Carne di coniglio

Carne di pollo e derivati                                      Carne trasformata

Carne bovina                                                          Marmellate, succhi di frutta

Frutta e verdura fresche                                      Legumi in scatola, ecc.

Uova                                                                         Pane, biscotti, grissini

Miele                                                                         Insalate in busta

Extravergine di oliva                                            Frutta e verdura essiccata

Pesce                                                                        Surgelati

Derivati del pomodoro e sughi pronti              Noci, pistacchi sgusciati

Latte/Formaggi

Pasta

Riso

Tartufi e Funghi spontanei

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

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