VARESE – Un passo importante per dare maggiore certezza normativa a uno dei comparti più rappresentativi dell’agricoltura italiana e particolarmente significativo anche per il territorio varesino. È il giudizio espresso da Coldiretti Varese sul nuovo schema di decreto dedicato al florovivaismo, esaminato nei giorni scorsi dalla Commissione Agricoltura del Senato.
«Parliamo di un settore che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy e che in provincia di Varese trova una tradizione consolidata, con numerose imprese impegnate nella produzione vivaistica, nella manutenzione del verde e nella valorizzazione del paesaggio» sottolinea il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo. «Dopo anni di attesa, l’introduzione di una cornice normativa più chiara rappresenta un segnale importante per le aziende che ogni giorno investono in qualità, innovazione e sostenibilità».
A livello nazionale il comparto florovivaistico vale circa 3,3 miliardi di euro, coinvolge quasi 19mila imprese agricole e interessa una superficie complessiva di circa 30mila ettari. Un settore che continua a distinguersi anche sui mercati internazionali, con esportazioni che sfiorano 1,3 miliardi di euro, confermando il valore e l’apprezzamento delle produzioni italiane nel mondo.
Secondo Coldiretti, uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento è il riconoscimento di una distinzione più chiara tra attività floricola e vivaistica, oltre all’introduzione delle figure professionali dell’arboricoltore e degli operatori specializzati nella gestione dei giardini storici, elementi che contribuiscono a valorizzare ulteriormente le competenze presenti nel settore.
«Si tratta di professionalità sempre più richieste anche in un territorio come il nostro, dove la cura del verde, dei parchi storici e del paesaggio rappresenta un elemento identitario e un fattore di attrattività turistica» evidenzia il direttore di Coldiretti Varese Luciano Salvadori. «Per questo è fondamentale costruire strumenti normativi capaci di accompagnare lo sviluppo delle imprese e di garantire elevati standard qualitativi».
Nel corso dell’audizione parlamentare, la Coldiretti nazionale ha inoltre avanzato alcune proposte migliorative, tra cui una definizione più precisa dei contratti di coltivazione florovivaistica, il rafforzamento della certificazione del materiale forestale di moltiplicazione e l’esplicito inserimento della produzione di piante da orto all’interno del vivaismo orticolo.
Particolare attenzione viene posta anche alla tutela del patrimonio genetico nazionale e alla necessità di garantire la qualità del materiale vegetale impiegato dalle imprese, limitando i rischi derivanti da importazioni non adeguatamente controllate.
«Il florovivaismo non è soltanto un comparto economico – conclude Colombo – ma contribuisce in maniera determinante alla qualità dell’ambiente, alla cura del territorio e alla vivibilità delle nostre città. Per questo è importante arrivare rapidamente all’approvazione definitiva del decreto, fornendo alle imprese strumenti adeguati per affrontare le sfide future».