7 Gennaio 2022
Lavoro digitale e pandemia spingono il “food-delivery” nelle province lariane

COMO-LECCO – Cresce anche nelle province lariane di Como e Lecco il “food-delivery”, la consegna a domicilio di materie alimentari e piatti pronti in un sistema coordinato che coinvolge sempre più anche le imprese agricole.
“Soprattutto in questo periodo, i lavoratori delle piattaforme digitali garantiscono la consegna dei pasti a domicilio ai consumatori che non possono uscire da casa tra coloro che sono contagiati e sono in isolamento e quanti hanno avuto contatti a rischio, per un fatturato del food delivery che ha raggiunto in Italia il valore record di 1,5 miliardi nel 2021” sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi citando i dati diffusi dallo studio Inapp secondo il quale è impiegato nella consegna dei pasti ben il 36,2% delle 570.521 persone che offrono la loro prestazione lavorativa tramite le piattaforme digitali.
Una richiesta favorita – sottolinea la Coldiretti lariana – dall’impossibilità in molti casi di uscire di casa o di cucinare ma anche per evitare di mangiare insieme per il rischio contagio.
Senza dimenticare quanti organizzano pranzi e cene nelle case perché non dispongono di green pass rafforzato necessario per mangiare fuori in agriturismi e ristoranti. Il nuovo balzo della domanda spinge un settore in grande crescita nel 2021 per effetto delle limitazioni poste dalla pandemia che ha fatto scoprire agli italiani una modalità di consumo. Secondo l’Osservatorio nazionale sul mercato del cibo a domicilio il settore del digital food delivery continua la sua corsa inarrestabile, registrando una crescita del 59% rispetto al 2020 guidata da un lato dall’evoluzione tecnologica, dall’altro dall’accelerazione dovuta all’emergenza pandemica. Il boom del cibo a domicilio nelle case degli italiani ha portato però – nota Coldiretti – un’accesa competizione sui costi tra le diverse piattaforme con offerte gratuite di trasporto, promozioni e ribassi, che rischia a volte di ripercuotersi sull’intera filiera, dal personale ai conti dei ristoratori fino ai loro fornitori dei prodotti agricoli e alimentari.
Non a caso quattro consumatori su dieci (38,1%) che ordinano il cibo sulle piattaforme web ritengono prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro dei riders, i fattorini che portano i piatti nelle abitazioni, secondo lo studio Coldiretti/Censis. Ma oltre alle condizioni dei lavoratori, sono diversi gli aspetti del food delivery che andrebbero cambiati a giudizio di chi fa ricorso a questo tipo di piattaforme. Il 28% di chi riceve il cibo a casa richiama – conclude Coldiretti Como Lecco – l’esigenza di una maggiore sicurezza dei prodotti durante il loro trasporto garantendo adeguati standard igienici, evitando ogni contaminazione e preservando la qualità del cibo, ma c’è anche un 25,3% che chiede alle piattaforme web di promuovere anche la qualità dei prodotti e degli ingredienti che propongono nei loro menù di vendita, e un altro 17,7% vorrebbe migliorare anche l’utilizzo di prodotti tipici e di fornitori locali.

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