25 Maggio 2010
Lombardia, Crisi – i debiti soffocano le aziende agricole: raddoppiate le operazioni di salvataggio

La crisi stringe la gola alle aziende agricole. Secondo l’ultimo report di Agrifidi Lombardia, il sistema Coldiretti di garanzia dei finanziamenti alle imprese, sono raddoppiate le richieste per “coprire” ristrutturazioni dei debiti, carenza di liquidità a breve e alcune operazioni di investimento in immobili e macchinari. Si è passati dai 32 milioni del 2008 ai 69 milioni del 2009 e nel primo trimestre del 2010 si sta registrando un boom di richieste per un totale a oggi di 35 milioni di euro (la metà del 2009 e più del bilancio di due anni fa).

“La situazione è oggettivamente pesante – spiega Franco Gatti, Presidente Agrifidi Lombardia – anche perché i prezzi all’origine dei prodotti, quelli quindi riconosciuti agli agricoltori, sono ancora troppo bassi per compensare i costi di gestione delle aziende e molte hanno il fiatone anche sul breve termine, oltre che sul lungo periodo”.

Tanto che tra la fine del 2009 e i primi tre mesi 2010 il saldo negativo fra aperture e cessazioni è stato pari a 555. Infatti sono state 1.272 le aziende agricole che hanno chiuso i battenti (contro le 2.905 di tutto il 2009). L’anno scorso inoltre hanno smesso l’attività 180 allevamenti dal latte.

Oggi al Pirellone si terrà un vertice proprio per discutere dei fondi da mettere a disposizione (e in che modo) per le garanzie alle aziende.

Secondo la rilevazione di Agrifidi Lombardia, oltre al 44 per cento di richieste di mutui da ristrutturare (allungando scadenze, rinegoziando tassi, madalità di pagamento e accorpamenti con altri debiti) c’è un altro 9 per cento di coperture per spese vive di gestione, praticamente si sta prosciugando anche la liquidità che serve alle imprese agricole per l’attività di ogni giorno.

“Nonostante questo però – spiega Pierangelo Guerini, responsabile lombardo di Agrifidi-CreditAgri Coldiretti – la percentuale di incagli, quindi di pratiche in sofferenza è sostanzialmente stabile. Questo significa che gli agricoltori si tirano il collo, stringono la cinghia, ma onorano i debiti. Anche se spesso le banche non tengono conto di questo comportamento virtuoso che registra il comparto”.

Anzi, negli istituti di credito si registra, da parte di Coldiretti, una generale contrazione dei finanziamenti sia a breve che a lungo termine, con una situazione  a macchia di leopardo che non riguarda solo le grandi banche, ma in alcuni casi anche i sistemi più territoriali.

“Molto spesso – spiega Guerini – quello che fa la differenza non è tanto il radicamento locale della banca, ma l’insieme dei rapporti che si riesce ad instaurare.”

A livello lombardo, le richieste di aiuto ad Agrifidi Coldiretti sono state più consistenti a Cremona (490 mila euro in media per azienda), seguita poi da Milano e Lodi (230 mila euro), Como (190 mila euro), Brescia (180 mila euro), Mantova (140 mila euro), Sondrio (100 mila) e Pavia (90 mila).

“Il nostro settore – conclude Eugenio Torchio, direttore regionale di Coldiretti – sta attraversando, come altri, un difficile momento e il 2009 è stato uno degli anni più duri che abbiamo mai vissuto. Con il sistema Agrifidi-CreditAgri cerchiamo di intervenire ogni volta che è possibile per non lasciare sole le aziende e assisterle in ogni operazione, dallo studio e applicazione dei business plan fino ai rapporti, non sempre facili, con le banche”.

(25/05/2010)

Fabio Bonaccorso
comunicazione.lombardia@coldiretti.it
347/0599454

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