14 Giugno 2019
Maltempo, bilancio pesante nel Lecchese: allevatori e animali isolati in alpeggio

COMO-LECCO – Centinaia di animali tra mucche, capre e pecore bloccati nei pascoli in quota con i loro allevatori, senza possibilità di tornare a valle. Nemmeno a piedi, nemmeno per portare il latte al caseificio. Il “day-after” dell’ondata di maltempo che ha flagellato la Valsassina ha l’immagine e il volto preoccupato degli imprenditori agricoli e degli allevatori, anche loro impegnati a rimuovere i detriti dalle strade. “Le strade che dal paese di Premana portano in quota – spiega Fortunato Trezzi, presidente Coldiretti Como-Lecco – sono bloccate a causa delle frane e degli smottamenti provocati dall’acqua caduta con violenza. Gli allevatori non possono tornare a valle e neanche consegnare il latte per fare i formaggi. Il rischio è quello di una perdita di prodotti con danni economici”.

Poco si può fare, invece, contro la frana che isola i “mont” di Premana, gli alpeggi storici dove gli allevatori salgono a produrre il loro formaggio, tra cui gli stracchini di millenaria tradizione: “Impossibile riportare a valle il latte dall’alpeggio dove sono salite le capre nei giorni scorsi. Noi dovevamo raggiungerlo proprio oggi, insieme alle vacche. Invece non sappiamo ancora se e quando partiremo” commenta Assunta Ciappesoni, da Bulciago, che dalla pianura alla montagna compie ancora nel presente il rito antico e millenario della transumanza.

Lo stesso per Roberta Tenderini, giovane allevatrice venticinquenne: “Saremmo dovuto partire sabato con le nostre vacche, invece non se ne farà nulla. E al danno si aggiunge danno, perché anche il nostro agriturismo in quota è irraggiungibile. La stagione rischia di essere compromessa sul nascere”.

Per tutto il giorno, Coldiretti Como Lecco ha presidiato la zona insieme ai propri tecnici, da Dervio a Primaluna e Premana: qui si sono concentrate le piogge torrenziali delle ultime ore.

Nel pomeriggio anche un sopralluogo a Premana dove il sindaco Elide Codega ha incontrato una rappresentanza lecchese di Coldiretti poco prima di recarsi in Prefettura: “La situazione è drammatica: abbiamo già monticato oltre 100 unità bovine in alpeggio. Le attività sono già in essere, dobbiamo garantire l’accesso a questi alpeggi: non possiamo attendere, occorre agire in fretta”.

A Dervio, i detriti e l’acqua del torrente Varrone hanno mancato per un pelo il vivaio di Rosella Fiordelmondo: “Abbiamo avuto davvero molta paura e siamo stati costretti a evacuare i nostri uffici. Ora il peggio è passato, ma temiamo che per giorni l’attività sarà bloccata. Ora siamo tutti al lavoro per ridare vita al nostro paese”.

Roberto Magni, vicepresidente interprovinciale di presidente di Coldiretti Lecco: “Il clima è impazzito, stiamo vivendo un anno davvero difficile. Quest’ultima ondata di maltempo ha colpito il territorio regione con bombe d’acqua e chicchi di grandine grossi come noci, provocando, a livello regionale, danni per milioni di euro. Come detto, i nostri tecnici sono al lavoro per assistere le aziende colpite e per valutare se ci sono le condizioni per far scattare le procedure di calamità naturale”.

 

Continuando con la navigazione in questo sito, accordi l'utilizzo dei nostri cookie. Approfondisci

Le impostazioni dei cookie in questo sito sono impostate su "permetti cookie" per permettere la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui l'utilizzo di questo sito senza cambiare le impostazioni del tuo browser o se clicchi su "Accetto" confermai l'autorizzazione di tali cookie.

Chiudi