2 Ottobre 2019
Olio lariano: la produzione 2019 è decimata

COMO-LECCO – Nei casi peggiori, i produttori non andranno nemmeno in campo a raccogliere le olive. Troppo poche, in un “anno nero” dove il maltempo ha decimato il frutto, con perdite fino al 90%. Per tutti gli altri, si tratta comunque di un’annata da dimenticare: tutto il contrario dello scorso anno, insomma, quando le due province di Como e Lecco avevano registrato ottime performance nella raccolta dei piccoli frutti destinati alla produzione di una Dop olearia tra le più apprezzate, quella dei “Laghi Lombardi” nella tipologia “Lario”.

 

Massimiliano Gaiatto, produttore associato a Coldiretti, è anche consigliere dell’Aipol e del Consorzio Laghi Lombardi: “La campagna olivicola inizierà tra poche settimane e si annuncia, purtroppo, disastrosa, con  perdite medie dell’80% - e punte del 90% - nella zona del basso lago e del centro lago. Leggermente migliore la situazione più a nord, ma stiamo parlando in ogni caso di una stagione compromessa. Il quadro è senza tema di smentita e troverà conferma, purtroppo, quando inizieranno le operazioni di raccolta delle olive, intorno al 20 ottobre”.

Le condizioni meteostagionali dell’annata 2019 sono state particolarmente avverse per l’olivicoltura lariana, a partire dal periodo di fioritura/allegagione che non ha consentito un’ottimale trasformazione dei fiori in frutti per continuare, in estate, con le violente grandinate che hanno  colpito a macchia d’olio gli uliveti lariani.

La produzione di olio è quindi decimata e i produttori - una trentina le imprese professionali e strutturate nelle due province lariane - dovranno certamente dar fondo a tutte le scorte della scorsa annata per poter soddisfare, almeno in parte, le richieste di fornitura.

 

Non va meglio nel resto della Lombardia, dove la produzione totale sarà dimezzata: per garantire gli alti standard qualitativi del nostro olio extra vergine d’oliva, anche nel resto della Regione, come ad esempio sulle rive del lago di Iseo, si tenderà a raccogliere le olive e frangerle nello stesso giorno.

Per far fronte alla situazione – precisa la Coldiretti Lombardia – l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi ha attivato e riunito il tavolo olio, per raccogliere i dati e valutare la richiesta al governo dello stato di calamità.

 

LA COLTIVAZIONE DEGLI OLIVI NELLE PROVINCE DI COMO E LECCO

La coltivazione degli olivi e la produzione di olio è distribuita in modo equivalente  tra le province di Como e di Lecco: per quanto riguarda l’area comasca, gli areali di produzione sono prevalentemente collocati nella zona della Tremezzina e a Bellagio, mentre per quanto concerne il lecchese la produzione è distribuita su tutta la sponda est del lago di Como, con particolare concentrazione nella zona di Varenna e Perledo (centro-alto Lario) e nella zona di Mandello del Lario (ramo lecchese del lago).

In totale l’area di produzione dell’extravergine “Dop Laghi Lombardi – Lario” comprende 33 comuni in provincia di Como e 12 in provincia di Lecco. La “Dop Laghi Lombardi – Lario” è senza dubbio una denominazione sempre più apprezzata e di successo: questo olio deve essere ottenuto dalle varietà Frantoio, Casaliva e Leccino (in misura non inferiore all’80% rispetto alle altre varietà presenti negli oliveti). Come da disciplinare, rileva un’acidità massima dello 0,55%: il colore è dal verde al giallo e il caratteristico odore è fruttato medio o leggero. Al sapore è delicato, può rivelare note leggermente amarognole e piccanti. Va ricordato che l’olio extravergine d’oliva teme la luce e le basse temperature, che possono provocarne un parziale congelamento.

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