5 Aprile 2021
Pasqua blindata: negli agriturismi di Sondrio quasi un milione di euro perso in tre giorni
SONDRIO – Con il lockdown di Pasqua si è praticamente azzerato il turismo, con un italiano su tre (32%) che aveva programmi di viaggio per vacanze, gite fuori porta o visite a parenti e amici durante le feste di Pasqua e Pasquetta. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ in riferimento all’arrivo entro 2 o 3 mesi del primo passaporto sanitario europeo: “Una crisi che investe in pieno il territorio valtellinese e chiavennasco, con prenotazioni a picco per il secondo anno consecutivo e assoluta incertezza sul futuro a medio termine” commenta Angelo Cerasa, presidente di Terranostra Sondrio, l’associazione che riunisce gli agriturismi in seno a Coldiretti. “Dallo scorso  sabato a lunedì di Pasquetta, le prime stime parlano di un danno pari a quasi 1 milione di euro per il solo comparto agrituristico provinciale. Di fatto, come già lo scorso anno, la prima tranche della stagione primaverile ed estiva è compromessa e fa seguito a un inverno da dimenticare: inoltre, la perdita del turismo straniero incide in modo molto pesante sul territorio della provincia di Sondrio. E ogni settimana di ritardo aggiungerà danno su danno”.
 
Più in generale, il turismo straniero in Italia ha subito un buco di circa 27 miliardi nelle spese dei viaggiatori dall’estero, che sono crollate del 61% nel 2020 rispetto all’anno precedente, toccando il minimo da almeno venti anni, secondo l’analisi Coldiretti sulla base dei dati di Bankitalia.
Il passaporto vaccinale – commenta Coldiretti Sondrio – è quindi necessario  per salvare il turismo estivo sulle nostre alpi dopo che oltre sei viaggiatori stranieri su dieci hanno dovuto rinunciare a venire nelle nostre province nel 2020.
“L’assenza di stranieri grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate delle nostre Alpi che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – sottolinea il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini – i visitatori da paesi europei hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa. Non solo: la mancanza di vacanzieri si trasferisce a valanga sull’insieme dell’economia per il crollo delle spese per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Il cibo inoltre è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche”.
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