11 Dicembre 2020
Pericolo No-Deal: con una Brexit senza accordo tremano le produzioni casearie made in Lario
COMO-LECCO – Di nuovo nell’occhio del ciclone. I contraccolpi della geopolitica internazionale rischiano infatti di abbattersi ancora sulle produzioni made in Lario, specie nel settore caseario come Gorgonzola e Grana Padano prodotti con il latte munto nelle due province. Questa volta, a prendere nuovamente la scena, è il rischio, molto concreto, di una ‘hard-Brexit’, ovvero un’uscita di scena della Gran Bretagna che potrebbe lasciare a fine anno l’Unione Europea senza riuscire a definire un accordo con Bruxelles.
“Così facendo, senza un’intesa sulle regole con l’Unione Europea, il Regno Unito rischia di diventare il porto franco del falso Made in Italy in Europa per la mancata tutela giuridica dei marchi dei prodotti italiani a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp), che rappresentano circa il 30% sul totale dell’export agroalimentare tricolore” dice preoccupato Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco.
E così, mentre il “no deal” si fa sempre più probabile, lo stato britannico potrebbe trasformarsi, di fatto, in un punto di arrivo di prodotti agroalimentari di imitazione del Made in Italy che nel mondo fatturano 100 miliardi e che vedono tra i maggiori contraffattori gli Usa, con i quali gli inglesi hanno stretto un accordo commerciale, ma anche il Canada e l’Australia che fanno parte del Commonwealth. 
“Si tratta purtroppo di un rischio reale come dimostrano – continua il presidente di Coldiretti Como Lecco – le vertenze Ue del passato nei confronti di Londra con i casi della vendita di falso Prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o addirittura Parmigiano Reggiano. Ma è anche possibile che in Gran Bretagna senza le regole sanitarie dell’Unione Europea arrivino prodotti arrivino prodotti vietati nell’Unione, come il pollo al cloro o la carne agli ormoni permessi in Nordamerica”.
Il rischio è peraltro che – continua la Coldiretti – si affermi una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane, come ad esempio l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati britannici e che boccia ingiustamente quasi l’85% del Made in Italy a denominazione di origine (Dop), “compresi prodotti simbolo – conclude Trezzi - come anche Grana Padano e Gorgonzola prodotti con il nostro latte”.
Le esportazioni di prodotti alimentari tricolori sono state pari a 3,4 miliardi di euro nel 2019.

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