1° aprile 2026
Riso, Garavaglia (Coldiretti): “Continua la nostra battaglia in UE
per tutelare gli agricoltori pavesi e garantire regole più eque”
È positiva la spinta italiana sul fronte del riso, con il nostro Paese che ha portato al Consiglio Agricoltura e Pesca dell'Unione Europea la richiesta di rafforzare le clausole di salvaguardia previste dal regolamento (UE) n. 978/2012 e di abbassare le soglie di attivazione, per garantire un intervento realmente efficace contro le importazioni di riso da Paesi esteri che non rispettano gli standard europei. È quanto sottolinea Coldiretti Pavia, che accoglie con favore la proposta avanzata dall’Italia.
“Si tratta di una battaglia partita dai nostri territori per difendere il riso pavese e per garantire regole certe e uguali per tutti”, sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia. "Il comparto risicolo della provincia di Pavia rappresenta un'eccellenza riconosciuta a livello nazionale ed europeo, ma oggi si trova in una situazione di forte criticità – spiega ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Da un lato gli agricoltori devono sostenere costi di produzione sempre più elevati, e dall'altro sono costretti a confrontarsi con prezzi di vendita in calo anche per colpa di un significativo aumento delle importazioni dall’estero, in particolare da Paesi dell’Asia".
Nel cuore della proposta presentata dall’Italia al Consiglio UE c'è la revisione dell'articolo 29c del regolamento SPG, con l'introduzione di una clausola di salvaguardia automatica che scatti al superamento dei livelli medi di importazione registrati negli ultimi dieci anni, senza consentire ulteriori incrementi. In alternativa, Coldiretti ritiene fondamentale fissare un tetto massimo del 20% sulle importazioni aggiuntive. “L'attuale meccanismo di ricalcolo annuale delle soglie rischia invece di trasformarsi in uno strumento che legittima l'aumento continuo dei volumi in entrata – denuncia ancora Silvia Garavaglia – innalzando progressivamente il livello necessario per attivare la tutela, con incrementi che possono arrivare fino al 45% e che sono del tutto insostenibili per le aziende agricole italiane”.
Per Coldiretti il problema non si esaurisce nel settore risicolo. Il riso, infatti, non è un caso isolato, ma il segnale di una criticità strutturale che attraversa diversi comparti agricoli: al centro della questione c'è una concorrenza di fatto sleale. “I prodotti che entrano nel mercato comune non sono soggetti agli stessi standard imposti agli agricoltori europei – spiega Antonio Tessari, Direttore di Coldiretti Pavia – né sul piano ambientale, né su quello sociale, né in termini di sicurezza alimentare”. Uno squilibrio che per Coldiretti non è più tollerabile.
"Il principio di reciprocità deve diventare il cardine delle politiche commerciali dell'Unione europea – dice ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Non è più accettabile che prodotti ottenuti senza il rispetto delle stesse regole imposte ai nostri agricoltori possano entrare nel mercato unico a condizioni di vantaggio. In gioco non c'è solo il futuro del riso pavese – conclude Silvia Garavaglia – ma la difesa di un modello produttivo fondato su qualità, sostenibilità e rispetto delle regole, a tutela delle imprese agricole e dei consumatori".