5 Giugno 2026
RISO, COLDIRETTI SCRIVE AL MASAF: “CONVOCARE SUBITO IL TAVOLO DI FILIERA. SERVONO INTERVENTI URGENTI PER SALVARE IL COMPARTO”

5 giugno 2026

RISO: COLDIRETTI SCRIVE AL MASAF, “CONVOCARE SUBITO IL TAVOLO DI FILIERA
SERVONO INTERVENTI URGENTI PER SALVARE IL COMPARTO”

 

È partita oggi da Coldiretti una lettera indirizzata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per chiedere la convocazione urgente del Tavolo Nazionale della Filiera Risicola, già istituito presso il dicastero, alla luce della grave situazione che sta interessando il comparto risicolo nazionale.

A preoccupare è il sensibile calo delle quotazioni del risone che sta determinando pesanti ripercussioni economiche sulle aziende agricole, già fortemente penalizzate dall’aumento dei costi di produzione, energetici e gestionali dovuti al delicato scenario internazionale e sotto pressione anche a causa delle grandi importazioni dall'India.

“Le imprese risicole stanno affrontando una fase di estrema difficoltà – si legge nella lettera – che rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore e la continuità produttiva di una coltura strategica per l’agricoltura italiana e per interi territori vocati”.

Per questo l’Organizzazione ritiene indispensabile un confronto immediato tra tutti i soggetti della filiera e le istituzioni competenti, con l’obiettivo di analizzare l’attuale situazione di mercato e l’andamento delle quotazioni, valutare interventi urgenti a sostegno delle imprese agricole e individuare strumenti concreti per garantire la tenuta del comparto.

Tra le proposte avanzate da Coldiretti e indicate nella lettera, c’è “l’attivazione di uno specifico bando indigenti per l’acquisto e la distribuzione di riso italiano, una misura che consentirebbe di sostenere contemporaneamente le famiglie in difficoltà e le aziende agricole nazionali, valorizzando una produzione simbolo del Made in Italy agroalimentare”.

Nella lettera viene inoltre richiesta, nell’ambito delle risorse previste dal piano “Coltiva Italia”, l’istituzione di un fondo dedicato ai contratti di filiera per il comparto risicolo, finalizzato a sostenere investimenti, programmazione produttiva, aggregazione dell’offerta e valorizzazione del riso italiano, garantendo maggiore stabilità economica alle imprese agricole e rafforzando la competitività dell’intera filiera. “La crisi che sta colpendo il settore richiede risposte rapide e concrete – sottolinea Coldiretti – Il riso rappresenta una produzione strategica per il Paese, per l’economia agricola e per la tutela di territori unici sotto il profilo ambientale, paesaggistico e produttivo. Per questo è necessario attivare al più presto il confronto istituzionale e mettere in campo misure efficaci per sostenere le imprese e garantire un futuro al comparto”.

Nel 2025 sono arrivati in Italia oltre 300 milioni di chili di riso straniero, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente e di cui l’80% arriva dall’Asia. Un altro motivo di attenzione per il comparto.

Per questo, Coldiretti confida in una rapida convocazione del Tavolo Nazionale della Filiera Risicola da parte del Ministero, per affrontare con urgenza le criticità evidenziate e individuare le soluzioni necessarie a salvaguardare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana. Infatti, l’Italia detiene il primato europeo nella produzione di riso, con circa 1,4 miliardi di chili di risone all’anno, secondo Coldiretti, e un valore alla produzione pari a oltre mezzo miliardo di euro.

“La situazione è drammatica, e sta producendo conseguenze che vanno ben oltre i bilanci aziendali – aggiunge Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Se i risicoltori decidessero di abbandonare questa coltura, infatti, l'Italia perderebbe non solo la propria leadership nel settore risicolo europeo ma anche un patrimonio di biodiversità unico, con varietà storiche costruite in decenni di selezione e tradizione agricola che andrebbero perdute”. Pavia è la prima provincia risicola d’Europa, con oltre 80 mila ettari coltivati a risaia e un migliaio di aziende agricole attive nel settore. A questa filiera – spiega Coldiretti – partecipano oltre diecimila famiglie, tra imprenditori e lavoratori, distribuite lungo tutta la Penisola. A distinguere il riso italiano non è solo la quantità, ma anche la ricchezza varietale: più di 200 tipologie iscritte al Registro nazionale, come Carnaroli, Arborio, Roma o Vialone Nano, diventate simboli del Made in Italy agroalimentare.

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