18 Gennaio 2021
Sant’Antonio Abate in zona rossa, l’emergenza ridimensiona la festa del patrono rurale

SONDRIO  – Una ricorrenza cara al mondo agricolo, ma non solo. La festa di Sant’Antonio Abate, infatti, è radicata da tempo immemorabile nel cuore degli abitanti di Valtellina e Valchiavenna che ne mantengono intatte le tradizioni, a partire dalla benedizione degli animali.

Ma, a quasi un anno dallo scattare dell’emergenza Covid, la pandemia ridimensiona tutti gli eventi anche in provincia di Sondrio, a partire dalle feste popolari che nei numerosi borghi rurali: ed è purtroppo una novità, dato che nemmeno nei lontani anni della guerra si era dovuto rinunciare ad uno degli eventi più importanti e noti tra le celebrazioni in onore del santo nato in Egitto.      

“E’ una festa che gli agricoltori di ogni paese rurale, in tutte le nostre valli, hanno sempre vissuto con trasporto, partecipando alla Messa e alla successiva benedizione degli animali. Sicuramente, lo scenario di quest’anno è uno specchio della difficile realtà che stiamo vivendo quotidianamente” dice il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini. “La festa di Sant’Antonio Abate – sottolinea il presidente - è altresì utile a comprendere l’importanza del lavoro degli allevatori nel preservare la biodiversità, salvaguardando un patrimonio zootecnico di grande tradizione che contraddistingue le nostre valli: risorse preziose per il territorio, dove allevamento va tutelato per continuare una tradizione che affonda nei secoli le proprie radici”.

LE INIZIATIVE IN LOMBARDIA
Sono più di 38 milioni gli animali della fattoria lombarda. E’ quanto emerge dal report elaborato dalla Coldiretti regionale in occasione della prima ricorrenza di Sant’Antonio Abate celebrata ai tempi della pandemia da coronavirus, con la visita dell’Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini che si è recato in due aziende agricole in provincia di Milano per la benedizione degli animali.

Simbolicamente, l’Arcivescovo ha fatto visita a due fattorie dove si allevano maiali, mucche da latte e da carne, che sono tra i settori più colpiti dagli effetti provocati dall’emergenza sanitaria con un calo dei prezzi riconosciuti alla stalla a fronte di un aumento dei costi di produzione.

In Lombardia – calcola Coldiretti Sondrio sulla base dell’Anagrafe zootecnica e su dati regionali – si contano un milione e mezzo di mucche, 4 milioni e 400 mila maiali, circa 30 milioni tra polli, galline, tacchini, faraone e oche, mentre le pecore e le capre sono più di 200 mila. I cavalli, gli asini e i muli in regione superano complessivamente i 55 mila esemplari. Ci sono poi – continua Coldiretti Sondrio su dati dell’Anagrafe degli animali d’affezione – un milione e 700 mila cani, oltre a 250 mila gatti e circa 700 furetti.

SANT’ANTONIO ABATE
A Coma, in Egitto: è qui che nacque il protettore delle campagne, si presume nell’anno 251. Sant’Antonio, racconta la tradizione, distribuì ai poveri la cospicua eredità paterna e intraprese una vita di riflessione come eremita.

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