13 Settembre 2020
Settembre sotto la canicola, misure anticaldo nelle stalle

COMO-LECCO – Settembre sotto la canicola. Con un caldo fuori periodo, con temperature da piena estate, proprie – appunto – del periodo tra fine luglio e inizio agosto a cui si rifà il termine che distigue i giorni più caldi dell’anno (dal latino canicula, si rifà alla stella luminosa (Sirio) della costellazione del Cane Maggiore, che sorge e tramonta con il Sole dal 24 luglio al 26 agosto).

Da giorni la colonnina di mercurio supera i 30 gradi, con cali sensibili solo nelle poche ore antecedenti l’alba (a mezzanotte, il termometro segnava ancora 20° C in pianura): è quindi ancora “stress da caldo” per gli animali nelle fattorie dove sono nuovamente entrate in funzione ventole e doccette per aiutare le mucche, che stanno producendo meno latte rispetto ai periodi normali (-10% circa).

“È certamente una situazione anomala per il periodo, specie per le nostre province” commenta il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi, egli stesso allevatore. L’anticiclone continuerà a stazionare sulle province lariane anche nei prossimi giorni,  solo venerdì si rientrerà nella forbice della “temperatura ideale” per gli animali in stalla, compresa tra i 22 e i 24 gradi: “Oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. Per questo sono tuttora attive le contromisure anti afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi meno caldi. Nelle stalle sono entrati in funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per sopportare meglio la calura e i pasti vengono dati un po’ per volta per aiutare le mucche a nutrirsi al meglio senza appesantirsi”.

Sotto assedio sono dunque le stalle dove, peraltro, si concentrano gli allevamenti per la produzione di latte destinato ai più grandi formaggi italiani Dop, dal Grana Padano al Gorgonzola. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge peraltro un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo.

A trarre beneficio dal caldo sono, invece, le uve che attendono la vendemmia sulle coste e colline lariane e che, grazie all’exploit di questi giorni, stanno sviluppando un grado zuccherino ottimale, che porterà la raccolta in corso ad essere ricordata per l’ottima qualità. In grosso ritardo, invece, la stagione di raccolta dei funghi: proprio il caldo, sta frenando lo sviluppo dei miceti nei nostri boschi e, per fare incetta di porcini, russole e altre varietà, è ancora necessario spingersi (facendo attenzione alla sicurezza) verso la media-alta montagna.

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