Dai laghi alle colline, fino alla montagna: aziende agricole e agriturismi possono contribuire a un’offerta coordinata, autentica e capace di distribuire i flussi durante tutto l’anno. Il turismo sta cambiando. Il viaggiatore contemporaneo è più informato, organizza soggiorni anche brevi durante l’anno e non cerca soltanto una destinazione da visitare, ma esperienze autentiche attraverso le quali entrare in contatto con il territorio, le sue produzioni, il paesaggio e le persone che lo abitano.
La crescita del turismo rurale ed enogastronomico conferma questa tendenza: nel 2025 sono stati stimati 5,1 milioni di arrivi negli oltre 26 mila agriturismi italiani, con un numero di ospiti stranieri raddoppiato negli ultimi dieci anni generando un valore economico – secondo dati Istat – che ha raggiunto 1,93 miliardi di euro. Anche la Lombardia continua a crescere sul fronte turistico con 22,4 milioni di arrivi e 56,8 milioni di pernottamenti nel 2025, in aumento del 7,2% rispetto all’anno precedente: una rete diffusa che può diventare parte integrante di un’offerta coordinata e capace di distribuire i flussi turistici durante tutto l’anno.
Brescia può contare su un patrimonio unico fatto di tre laghi, montagne, pianure, colline, vigneti, oliveti, malghe e borghi, oltre 350 agriturismi distribuiti su tutta la provincia: “le strutture agrituristiche rappresentano una risorsa fondamentale non solo per l’accoglienza, ma per lo sviluppo e la tenuta economica delle aziende agricole – dichiara Laura Facchetti, presidente di Coldiretti Brescia - attraverso l’ospitalità, la ristorazione e le esperienze in azienda, gli agricoltori possono integrare il proprio reddito, valorizzare direttamente le produzioni e costruire un rapporto più forte con i consumatori. Per questo è necessario sostenere gli agriturismi con politiche, strumenti e investimenti adeguati, riconoscendo il loro ruolo nel mantenere vive le imprese, creare occupazione e generare nuove opportunità per i nostri soci”.
Sul Lago di Garda l’esperienza può unire cicloturismo, navigazione, visite agli oliveti e degustazioni di olio extravergine, insieme all’accoglienza agrituristica. Sul Lago d’Iseo trovano spazio battelli, Franciacorta, cantine e prodotti del territorio, mentre sul Lago d’Idro il turismo si lega ad attività outdoor, allevamenti e produzioni di montagna. Nella pianura bresciana, invece, gli agriturismi possono diventare punti di riferimento per la scoperta delle produzioni agricole locali, dei percorsi enogastronomici, delle fattorie didattiche e delle esperienze legate alla vita in campagna.
«L’agricoltura oggi non produce soltanto cibo, ma crea paesaggio, custodisce tradizioni e genera esperienze che sempre più turisti cercano quando scelgono una destinazione – conclude Tiziana Porteri, presidente di Terranostra Brescia - per questo riteniamo importante che venga riconosciuto pienamente anche il valore turistico dell’agricoltura all’interno delle politiche regionali dedicate al settore. Gli agriturismi, i percorsi del vino e dell’olio, le degustazioni, le visite in azienda, il cicloturismo, le esperienze nelle malghe e nelle aziende agricole rappresentano un patrimonio straordinario per la promozione dei territori lombardi. Fare rete tra istituzioni, operatori turistici e agricoltura significa costruire un’offerta più forte, autentica e capace di generare valore diffuso sui territori durante tutto l’anno”.