31 Ottobre 2019
Ognissanti e crisantemi: ecco quanto si spenderà a Varese

VARESE – Anche nel Varesotto, la ricorrenza del 2 novembre resta un appuntamento da ricordare nel rispetto della tradizione: il crisantemo resta il fiore più scelto come ricordo per i propri cari defunti e, in ogni caso, la scelta dei “recisi” supera quello delle piante in vaso. Si calcola che ogni famiglia spenderà dai 22 ai 24 euro per l’acquisto dei fiori da portare al cimitero: una sepsa che supera di gran carriera quella dei fiori per altre ricorrenze, come ad esempio San Valentino.
La varietà più diffusa di crisantemo (di cui la Lombardia è tra le cinque regioni italiane dove si concentra la maggioranza produttiva) è l’anastasia; i prezzi sono stabili ma soggetti a una grande variabilità, a seconda del momento e dei luoghi di distribuzione.
Nonostante il tipo di ricorrenza, il consiglio di Coldiretti è quello di non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato. La scelta è ampia tra steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori.
“I prezzi di vendita al dettaglio per i fiori recisi – rimarca il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori – hanno una grande variabilità da pochi euro, per un piccolo mazzo, fino a 15 euro e più se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori: dipende, in ogni caso, dalla quantità e dalla tipologia. Per evitare di cadere nelle trappole del mercato è inoltre necessario evitare venditori improvvisati, preferendo l’acquisto direttamente dai produttori”.

COME PROLUNGARE LA DURATA DEI FIORI
Per fare durare di più i crisantemi si consiglia di cambiare l’acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliare il gambo dei fiori cogliendo, se possibile, l’occasione di ripetere la visita di commemorazione. La produzione del crisantemo è sicuramente una delle tecniche più complesse del florovivaismo italiano, basti pensare al fatto che – spiega la Coldiretti – occorre “programmare” la fioritura, dosando le ore di buio e di luce con la copertura delle piante in funzione del momento in cui i fiori verranno messi in commercio.

ORIGINI E TRADIZIONI
Il crisantemo o fiore d’oro (dal greco chrysòs [oro] e ànthemon [fiore]) viene coltivato in Cina ben cinque secoli prima di Cristo. In Europa, i primi crisantemi furono diffusi alla fine del 1700, prima in Francia, poi in Italia, e in Inghilterra. In principio era una vera rarità esotica, ma col tempo se ne diffuse la coltivazione casalinga.
Se in Italia il crisantemo ci ricorda soprattutto il giorno dei defunti, in Giappone è fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e il principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze, mentre in molti Paesi è il simbolo della vita, della forza d’animo e della pace. Il crisantemo è anche conosciuto per le proprietà terapeutiche e il suo aroma in cucina.
I ricettari europei dei secoli scorsi lo ponevano ad un posto d’onore. In particolare il "Chrysanthemum vulgare", noto anche come tanaceto o erba amara, godeva di grande considerazione. Il suo particolare aroma era sfruttato per frittate, pasticci di carne, per il pesce, e crudo nelle insalate. Il tanaceto è ricco di proprietà salutari, fra cui quella di sollecitare l’attività della mucosa gastrica.

NON SOLO CRISANTEMI… MA EVITARE I FIORI DI PLASTICA!
Non solo crisantemi: nelle scelte di acquisto dei fiori per i nostri cari rientrano anche ciclamini, molto resistenti in autunno, la viola del pensiero o l’erica, senza dimenticare la camelia invernale. Assolutamente ¬“bocciati”, invece, i fiori di plastica: “tristissimo vederli nei cimiteri, specie in zone vocate alla floricoltura com’è, appunto, la nostra provincia” commenta il presidente Fiori.

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