28 Gennaio 2026
MADE IN ITALY: COLDIRETTI, RECUPERATI 10 MILIARDI DELLA PAC PER IL CIBO ITALIANO, ORA STOP INGANNI SU ORIGINE E PIÙ CONTROLLI
 
In 6500 a Milano per tutelare il made in Italy, lottare contro la burocrazia e chiedere più trasparenza contro le importazioni sleali con origine obbligatoria in etichetta e cambio del codice doganale
Dieci miliardi di euro di fondi della Politica agricola comune che tornano agli agricoltori italiani per difendere la produzione di cibo e la sovranità alimentare, l’innovazione, la lotta al dissesto, il ricambio generazionale, la tutela dei redditi. Il recupero delle risorse Pac grazie alle mobilitazioni in Europa di Coldiretti e all’impegno del Governo è uno dei temi al centro dell’incontro che ha visto 6500 agricoltori lombardi riuniti al SuperStudio Maxi di Milano assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo, al presidente di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli e alla presidente di Coldiretti Brescia Laura Facchetti.
"Oggi a Milano con oltre mille agricoltori arrivati da Brescia, per un grande evento regionale che vuole essere prima di tutto un momento di incontro e di condivisione dei nostri  obiettivi - precisa Laura Facchetti presidente di Coldiretti Brescia - un’occasione per ribadire con forza che l’agricoltura mette al centro il ruolo dell’agricoltore, il reddito delle aziende, la tutela del territorio e dell’economia, ma soprattutto la salute dei consumatori.
Siamo qui per parlare di tutela delle imprese agricole, di PAC, dove per Brescia abbiamo recuperato oltre 180 Milioni di Euro, di burocrazia e di Mercosur"
E proprio sul Mercosur, aggiunge la presidente Laura Facchetti: "il voto del Parlamento che ha rinviato l’accordo alla Corte di Giustizia ha chiarito un punto fondamentale, è necessario introdurre regole chiare, capaci di tutelare la salute dei consumatori e di affermare il principio di reciprocità, affinché il cibo che entra in Europa rispetti gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari imposti ai nostri agricoltori.
Una battaglia di concorrenza leale e di sicurezza alimentare, che Coldiretti continua a portare avanti con determinazione".
Rispetto all’annunciato taglio di circa il 25% dei fondi, circa 9 miliardi di euro sottratti alla crescita dell’agricoltura italiana, ne sono stati recuperati 10, uno in più, con una redistribuzione a livello regionale che servirà per assicurare gli approvvigionamenti alimentari, mantenere i presidi sociali e ambientali in territori altrimenti abbandonati al dissesto idrogeologico, combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e abbattere le emissioni, favorire la diffusione di tecnologie di Agricoltura 5.0 capaci di abbattere il consumo di risorse. In un momento di tensioni internazionali, la difesa della produzione agricola è diventata un fattore sempre più strategico. E Coldiretti chiede anche una Pac più semplice, senza follie dei tecnocrati di Bruxelles.
Ma la tutela del Made in Italy passa anche dalle regole e dai controlli rispetto alle importazioni di cibo straniero che nel 2025 sono aumentate dell’8%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi undici mesi dell’anno. Per l’occasione è stata allestita la mostra “Le minacce al Made in Italy a tavola” con un “frigo della verità” che mostra ai cittadini gli inganni nascosti nel carrello della spesa e i rischi legati alla mancanza di controlli, insieme alle conquiste ottenute negli anni sul fronte della trasparenza. Per questo Coldiretti chiede una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione.
Nell’incontro a Milano è stata allestita la mostra “Le minacce al Made in Italy a tavola” con un “frigo della verità” che mostra ai cittadini gli inganni nascosti nel carrello della spesa e i rischi legati alla mancanza di controlli, insieme alle conquiste ottenute negli anni sul fronte della trasparenza. Per questo Coldiretti chiede una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione.
Il lavoro delle imprese agricole si tutela anche dalla riforma dell’attuale codice doganale, la madre di tutte le battaglie, che consente autentici inganni commerciali grazie alla regola dell’ultima trasformazione sostanziale, per la quale possono essere esportati come italiani, ad esempio, prosciutti fatti con cosce di maiale olandesi solo mettendoci il sale o mozzarella prodotta con latte tedesco o polacco.
Sul fronte sanitario, la fragilità dei controlli è un fattore critico. Solo il 3% dei prodotti extra Ue è sottoposto a verifiche, mentre nel 2025 è scattato un allarme alimentare ogni 38 ore su alimenti importati, soprattutto per residui di pesticidi e sostanze vietate.
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