19 Marzo 2026
Biologico, Coldiretti Varese: +30% di burocrazia pesa anche sulle imprese agricole prealpine

VARESE - Sul record del biologico pesa la minaccia di un eccesso di burocrazia che rischia di frenare anche le imprese agricole del territorio varesino. Lo rimarca la Coldiretti provinciale.

Secondo un’indagine del Crea, l’eccessiva burocrazia è la causa dell’abbandono della produzione biologica in otto casi su dieci. Le aziende agricole bio sono infatti costrette a un surplus di adempimenti che può arrivare fino al 30% in più rispetto all’agricoltura tradizionale, già gravata da numerosi obblighi amministrativi. Un aggravio che pesa soprattutto sulle imprese di piccole e medie dimensioni – sottolinea Coldiretti – e che rischia di scoraggiare anche gli agricoltori anche nel Varesotto, dove il tessuto agricolo è composto in larga parte da aziende familiari e multifunzionali.

«Ridurre la burocrazia significa difendere i risultati raggiunti dal biologico italiano, che con 84mila aziende attive mantiene la leadership europea, con numeri più che doppi rispetto alla Germania e un terzo in più della Francia» sottolinea il presidente Pietro Luca Colombo. In Italia quasi un campo su cinque (19%) è coltivato con metodo biologico e in alcune regioni la quota supera il 25%, centrando con quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati dall’Unione Europea nella strategia Farm to Fork. Il nostro Paese è inoltre il primo produttore europeo di cereali, ortaggi, frutta e olio biologici.

Una prospettiva di sviluppo può arrivare anche dal nuovo marchio del biologico italiano, recentemente approvato in Conferenza Stato-Regioni. Uno strumento pensato per aiutare i consumatori a riconoscere e scegliere con maggiore consapevolezza i prodotti della filiera agricola nazionale, in un contesto in cui nel 2024 le importazioni di prodotti bio dall’estero sono cresciute del 7,1%.

“Consolidare le filiere agricole del biologico italiano, attraverso i contratti di filiera e una presenza sempre più diffusa dei prodotti bio nei mercati di Campagna Amica, è uno degli strumenti su cui stiamo lavorando per valorizzare il lavoro degli agricoltori e rafforzare il consumo interno di queste produzioni” aggiunge Colombo. Anche nel territorio varesino, conclude Coldiretti, la crescita del biologico rappresenta una leva importante per sostenere l’agricoltura locale, tutelare l’ambiente e rispondere alla crescente domanda di qualità e tracciabilità da parte dei cittadini.

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