Difesa del Made in Italy, trasparenza per i consumatori, futuro della Politica Agricola Comune e rapporto tra cittadini e istituzioni. Sono stati questi i temi al centro dell’Assemblea di Coldiretti Bergamo che si è svolta ieri sera al Circolino di Città Alta, alla presenza di numerosi presidenti di sezione Coldiretti e rappresentanti delle istituzioni. Erano presenti, tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio Giovani Zambonelli, la vice prefetto Lara Parlato e l’assessore del comune di Bergamo Oriana Ruzzini.
Dopo la parte privata dedicata agli adempimenti statutari, la sessione pubblica “Bergamo 2026, l’agricoltura al centro dell’agenda parlamentare” è iniziata con l’apertura del presidente e il direttore di Coldiretti Bergamo, Gabriele Borella ed Erminia Comencini. Borella nel suo intervento ha chiesto ai parlamentari bergamaschi uno scatto, un moto di orgoglio e regole chiare per difendere il settore agricolo e le produzioni locali.
E’ seguito un dialogo moderato dal giornalista Luca Cavadini con la senatrice Daisy Pirovano, i deputati Rebecca Frassini e Andrea Tremaglia, i senatori Antonio Misiani e Giulio Terzi di Sant’Agata.
Particolare attenzione è stata dedicata alla proposta di Coldiretti per la modifica del Codice Doganale europeo, che oggi consente di attribuire l’origine italiana a prodotti alimentari ottenuti da materie prime importate e successivamente trasformate nel nostro Paese. Un sistema che, secondo Coldiretti, favorisce fenomeni di “italian sounding” e penalizza le imprese agricole nazionali. Sul tema è emersa la disponibilità dei parlamentari presenti a proseguire il confronto per rafforzare la tutela del Made in Italy e promuovere una maggiore trasparenza attraverso l’estensione dell’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta.
Nel corso del dibattito si è parlato anche di educazione alimentare, contrasto al Nutriscore, valorizzazione delle produzioni territoriali e delle prospettive legate alla futura PAC. Tra gli argomenti affrontati anche l’accordo Mercosur, rispetto al quale Coldiretti ha ribadito la necessità di garantire reciprocità delle regole e degli standard produttivi per evitare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese europee.
L’attenzione si è concentrata sull’attuazione della Legge per la Montagna e le sue ricadute concrete sulle aziende agricole operanti nei territori montani e sul ruolo di Cassa Depositi e Prestiti rispetto al crescente interesse di gruppi e investitori stranieri nell’acquisizione di aziende dell’agroalimentare italiano, con particolare riferimento agli strumenti di tutela e valorizzazione delle realtà produttive nazionali. Tra gli argomenti discussi è emerso anche il tema dell’energia nucleare, in relazione alle prospettive energetiche del Paese
Spazio infine a una riflessione sul rapporto tra politica e cittadini, con un confronto sul crescente disinteresse verso la partecipazione pubblica e sulla necessità di ricostruire un dialogo più diretto tra istituzioni e territori.
A concludere i lavori è stato il presidente di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli, che ha richiamato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul settore primario, riconoscendo all’agricoltura un ruolo strategico non solo per l’economia, ma anche per la sicurezza alimentare, la tutela ambientale e la coesione sociale dei territori.