COMO-LECCO – Preoccupano le scelte su salute e agricoltura da parte dell’Europa. Ancora una volta, infatti, arrivano due gravi passi indietro nelle politiche di tutela della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori. È quanto fa notare Coldiretti Como Lecco dopo il voto delle Commissioni incaricate del Parlamento europeo sul Piano per la salute cardiovascolare e sul Cbam, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Sul fronte della salute cardiovascolare, il testo approvato dal Parlamento europeo rischia di indebolire alcune misure di prevenzione e di non valorizzare adeguatamente il ruolo di una corretta alimentazione nella riduzione dei rischi per il cuore e per la salute in generale. In particolare, preoccupa il ridimensionamento degli interventi relativi alle bevande energetiche e la scarsa attenzione alle più recenti evidenze scientifiche sui possibili effetti negativi di un consumo eccessivo di cibi ultra-processati, sempre più diffusi soprattutto tra i giovani.
Un tema che riguarda da vicino anche le province di Como e Lecco, dove Coldiretti è impegnata da anni nelle scuole e sul territorio con attività di educazione alimentare, mercati di Campagna Amica, iniziative con gli agriturismi e percorsi di avvicinamento dei cittadini ai prodotti locali, stagionali e di qualità. Latte, formaggi, miele, olio lariano, ortofrutta, carni, salumi e produzioni di montagna rappresentano non solo un patrimonio economico e identitario, ma anche un modello alimentare fondato su equilibrio, origine certa e legame con il territorio.
A destare perplessità è anche la riapertura del dibattito sui sistemi di etichettatura nutrizionale frontale, che in passato hanno rischiato di penalizzare prodotti simbolo della Dieta Mediterranea senza tenere conto delle quantità consumate e dell’equilibrio complessivo dell’alimentazione. Un approccio che potrebbe creare confusione nei consumatori e danneggiare produzioni di eccellenza anche del territorio lariano, colpendo alimenti tradizionali che non possono essere valutati con criteri semplificati e scollegati dal contesto reale di consumo.
«La prevenzione delle malattie cardiovascolari passa prima di tutto dall’educazione alimentare e dalla promozione di stili di vita sani. Servono regole basate sulla scienza e non sistemi che finiscono per penalizzare ingiustamente prodotti di qualità che fanno parte della Dieta Mediterranea e della nostra tradizione agricola» dichiara Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. «Anche nel Comasco e nel Lecchese il lavoro delle imprese agricole contribuisce a mantenere vivo un modello alimentare fondato su stagionalità, origine, qualità e rapporto diretto con i consumatori».
Preoccupa anche il voto sul Cbam. Le Commissioni competenti del Parlamento europeo hanno infatti eliminato la clausola che avrebbe consentito di sospendere temporaneamente il meccanismo in caso di forti squilibri di mercato. Una decisione che rischia di lasciare agricoltori e imprese senza strumenti adeguati di tutela in una fase economica già molto complessa.
Le aziende agricole stanno affrontando costi sempre più elevati, dalla gestione energetica ai trasporti, fino agli effetti del cambiamento climatico e alla pressione della concorrenza internazionale. In territori come Como e Lecco, caratterizzati da imprese spesso di piccole e medie dimensioni, aree montane, filiere locali e produzioni a forte identità territoriale, l’assenza di adeguate misure di salvaguardia rischia di pesare ulteriormente sulla competitività e sulla tenuta economica delle aziende.
«Togliere una misura di salvaguardia significa aumentare le incertezze per il settore e mettere a rischio competitività e reddito delle imprese» sottolinea Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Como Lecco. «L’agricoltura lariana ha bisogno di regole europee capaci di difendere chi produce cibo di qualità rispettando standard elevati, non di nuovi squilibri che favoriscano concorrenza estera e instabilità dei mercati».
Coldiretti Como Lecco ribadisce quindi la necessità di politiche europee coerenti, capaci di tutelare insieme salute, qualità del cibo, trasparenza per i consumatori e reddito degli agricoltori. La prevenzione sanitaria non può essere separata dall’educazione alimentare e dalla difesa dei sistemi agricoli territoriali, così come la transizione ambientale non può scaricare nuovi costi sulle imprese senza adeguati strumenti di protezione.