V ARESE - Non c’è un allarme incendi diffuso in provincia di Varese, ma con il caldo intenso, la siccità e le giornate segnate da vento secco resta fondamentale mantenere alta l’attenzione, evitando comportamenti imprudenti e rafforzando la prevenzione a tutela dei cittadini, delle imprese agricole e del patrimonio ambientale.
È quanto sottolinea Coldiretti Varese in riferimento al rischio incendi boschivi, che può aumentare durante le fasi più calde e asciutte dell’estate, soprattutto nelle aree prealpine e nei versanti dove la presenza di boschi, prati, pascoli e aree agricole richiede un presidio costante del territorio.
Il tema riguarda da vicino il territorio varesino. Secondo i dati regionali ed Ersaf, boschi e foreste in Lombardia occupano oltre 618mila ettari, pari a circa un quarto della superficie regionale. Anche la provincia di Varese è tra le più boscate della Lombardia, con circa il 44% della superficie coperta da foreste. Un patrimonio naturale fondamentale per la biodiversità, l’assorbimento di anidride carbonica, la qualità del paesaggio e la stabilità idrogeologica.
«Non bisogna creare allarmismi, ma nemmeno abbassare la guardia» afferma Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. «I boschi rappresentano una risorsa straordinaria per il territorio e per la qualità della vita. Nei periodi di caldo intenso, siccità o vento secco, anche un gesto apparentemente banale può trasformarsi in un rischio concreto. Per questo è indispensabile la collaborazione di tutti: cittadini, turisti, escursionisti, imprese e istituzioni».
La prevenzione passa anzitutto da comportamenti corretti: non accendere fuochi nei boschi o nelle loro vicinanze, evitare barbecue fuori dalle aree autorizzate, non abbandonare mozziconi, vetro o materiale infiammabile, rispettare le ordinanze e consultare i canali ufficiali di Regione Lombardia e AllertaLOM in caso di condizioni meteorologiche favorevoli allo sviluppo di incendi.
Il rischio non riguarda soltanto il bosco in sé, ma l’intero equilibrio delle aree rurali e montane. Un incendio compromette per anni le attività tradizionali legate al patrimonio forestale, dalla raccolta della legna ai piccoli frutti, fino ai funghi, oltre a danneggiare pascoli, sentieri, habitat naturali e aree di elevato valore paesaggistico. Aumentano inoltre i rischi di erosione e dissesto, in particolare sui versanti più fragili.
A livello nazionale, ricorda Coldiretti, gli ettari di terreni bruciati sono cresciuti del 60% nel 2025 rispetto alla media degli ultimi vent’anni, secondo elaborazioni su dati Effis, il sistema europeo di monitoraggio dei grandi incendi. Un dato che conferma l’importanza della prevenzione, della manutenzione del territorio e della gestione attiva dei boschi.
«Le imprese agricole svolgono ogni giorno un ruolo fondamentale di presidio del territorio» aggiunge Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Varese. «Dove l’agricoltura è presente e vitale ci sono maggiore manutenzione del paesaggio, controllo del territorio e capacità di individuare tempestivamente situazioni di rischio. La cura dei boschi, dei prati e dei pascoli rappresenta un elemento essenziale della sicurezza ambientale in una provincia come quella di Varese, dove aree forestali, attività agricole, centri abitati e turismo convivono in un equilibrio che va tutelato».
Coldiretti Varese invita quindi alla massima prudenza, senza iniziative autonome in caso di avvistamento di fumo o fiamme. La segnalazione deve essere effettuata tempestivamente al numero unico di emergenza 112, indicando con precisione il luogo, eventuali punti di riferimento, la presenza di persone o abitazioni vicine e l’evoluzione visibile del fronte di fuoco. Informazioni corrette e tempestive possono contribuire in modo determinante a limitare i danni e a favorire l’intervento degli operatori competenti.