11 Febbraio 2021
Aumenta il costo del petrolio, mazzata sulle imprese del Varesotto

VARESE – L’aumento del prezzo del petrolio è un’altra mazzata “che si ripercuote, a catena, sull’agricoltura del Varesotto, già messa in ginocchio dal Covid: gli effetti sono a catena, dalla produzione alla logistica, e aggravano la situazione già molto precaria che le nostre imprese si trovano a dover affrontare. Ciò vale per il comparto ortoflorovivaistico, sia per le filiere del cibo”.
Lo rimarca Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese, alla luce dei recenti rincari sul prezzo del greggio che, nelle ultime settimane, ha visto un’accelerazione marcata.
Lo “spread” alla pompa, che in Italia rispetto alla Germania fa segnare un +8% di spesa al litro su benzina e diesel (febbraio 2021, base dati Globalpetrolprices in relazione agli ultimi aumenti sui prezzi dei carburanti comunicati dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise), preoccupa perciò non poco famiglie ed imprese, già in difficoltà a causa della pandemia. In particolare, c’è timore per gli effetti che l’aumento potrà avere sull’intera economia nazionale, dal momento che, se salgono i prezzi del carburante, si riduce il potere di acquisto delle famiglie che hanno meno risorse da destinare ai consumi, mentre allo stesso tempo aumentano i costi per le imprese.
“A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti – continua Fiero - è l’intero sistema agricolo, dove i costi della logistica sono particolarmente incisivi per una molteplicità di ambiti: dalle colture in serre riscaldate, alla movimentazione dei mezzi, alla logistica. Questo fatto potrebbe portare ad una brusca frenata di uno dei pochi settori economici che, nonostante la situazione generale dettata dalla pandemia, sta cercando di resistere tra enormi difficoltà, per permettere a tutti i cittadini di avere sempre a disposizione prodotti del territorio, rintracciabili e di qualità garantita. In queste condizioni è ora più che mai importante individuare alternative sostenibili, come previsto dal piano sul Recovery Plan elaborato dalla Coldiretti per sviluppare le bioenergie in Italia, e superare il deficit logistico sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”.

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