COMO-LECCO/CASLINO D’ERBA – Le capre e gli allevatori tornano protagonisti a Caslino d’Erba, dove migliaia di visitatori hanno partecipato alla 27ª Fiera delle Capre e del Caprino. Una giornata di festa che ha riunito famiglie, produttori e appassionati, confermando il legame profondo tra il paese e una tradizione caprina che appartiene alla storia agricola del Triangolo Lariano.
Alla manifestazione hanno partecipato anche gli allevatori di Coldiretti Como Lecco, con i propri animali e le produzioni ottenute dalla trasformazione del latte. La mostra dei capi, le premiazioni, i banchi dei prodotti tipici, le degustazioni e i momenti di animazione hanno permesso al pubblico di avvicinarsi a un settore che conserva competenze antiche e, allo stesso tempo, continua a innovare.
«La grande partecipazione registrata a Caslino dimostra quanto l’agricoltura sia ancora capace di richiamare e unire le comunità» sottolinea Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. «Dietro ogni animale e ogni formaggio ci sono il lavoro quotidiano degli allevatori, la cura del territorio e conoscenze tramandate tra generazioni. Queste imprese meritano attenzione e condizioni economiche che consentano loro di continuare a operare, perché quando chiude un allevamento la perdita riguarda l’intera collettività».
L’allevamento caprino riveste un ruolo particolarmente importante nelle aree collinari e montane. Gli animali permettono di utilizzare pascoli difficili da raggiungere con altri mezzi, mentre la presenza costante degli agricoltori contribuisce alla manutenzione dei prati, al controllo della vegetazione e alla salvaguardia del paesaggio. Un’attività produttiva che si traduce anche in presidio ambientale e contrasto all’abbandono.
Nel corso della cerimonia ufficiale è intervenuta Coldiretti Como Lecco, ricordando come dietro l’allevamento caprino ci siano lavoro, fatica, investimenti ed economia, ma anche difficoltà burocratiche che rischiano di scoraggiare soprattutto i giovani intenzionati a costruire il proprio futuro in agricoltura.
L’associazione ha richiamato la necessità di semplificare gli adempimenti, garantire una remunerazione adeguata ai produttori e riconoscere il valore dei servizi assicurati dalle imprese agricole alla comunità. Chi alleva nelle zone montane non produce soltanto latte, carne o formaggi: mantiene vivo un territorio, custodisce la biodiversità e contribuisce alla prevenzione del dissesto.
«L’agricoltore deve poter dedicare il proprio tempo alla stalla, ai campi e alla qualità, anziché essere soffocato da una burocrazia sempre più complessa» osserva Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Como Lecco. «Servono regole chiare, controlli efficaci e un sistema capace di accompagnare le imprese, in particolare quelle condotte dai giovani. Il ricambio generazionale è indispensabile per impedire che attività e competenze costruite in decenni di lavoro vadano perdute».
Al centro dell’intervento di Coldiretti anche la necessità di assicurare trasparenza sull’origine degli alimenti e prezzi equi lungo la filiera. Il consumatore deve poter riconoscere i prodotti italiani e locali, mentre agli allevatori deve essere garantito un compenso che copra i costi di produzione e remuneri dignitosamente il lavoro.
«Il rapporto diretto tra produttore e consumatore è fondamentale» prosegue Trezzi. «Acquistare un formaggio realizzato da un’azienda del territorio significa scegliere qualità e origine certa, ma anche sostenere concretamente chi mantiene vivi i nostri paesi e le nostre montagne. La filiera corta restituisce valore all’agricoltura e consapevolezza alle famiglie».
Tra i momenti più significativi della giornata, oltre alla sigla ufficiale del patto tra il comune di Caslino d'Erba e la città spagnola di Ceutí, vi è stata la consegna di una targa dedicata a Vittorio Tavecchio, allevatore scomparso nel 2017 e autentica anima della Fiera delle Capre e del Caprino. Insieme ad altri volontari e appassionati, Tavecchio contribuì con impegno e tenacia a rilanciare la manifestazione, trasformandola nuovamente in un appuntamento centrale per Caslino d’Erba e per l’intero territorio. L’omaggio – consegnato personalmente dal presidente della Pro Loco Davide Porro - ha ricordato non soltanto la sua figura, ma anche il valore di quel volontariato capace di custodire le tradizioni e consegnarle alle nuove generazioni.
La Fiera ha offerto inoltre cortei e rievocazioni, occasioni di incontro con gli allevatori, spazi dedicati alla gastronomia e iniziative rivolte alle famiglie. Un programma capace di legare la mostra zootecnica alla cultura locale e di raccontare il percorso che conduce dal lavoro in stalla ai formaggi caprini, produzioni che hanno reso Caslino conosciuta ben oltre i confini del paese.
La presenza di Coldiretti a Caslino si è affiancata, nello stesso fine settimana, alla Notte Gialla di Cernobbio e al mercato di Campagna Amica proseguito sul lungolago dopo il successo della serata di sabato. Due manifestazioni diverse, accomunate dalla risposta di migliaia di cittadini e dalla volontà di incontrare direttamente gli agricoltori.
«Da Caslino a Cernobbio è arrivato un segnale molto chiaro» conclude Salvadori. «Le persone cercano cibo vero, territori riconoscibili e un rapporto trasparente con chi produce. Spetta alle istituzioni e alla politica creare le condizioni perché questa domanda possa tradursi in reddito, futuro e nuove opportunità per le aziende agricole».
Coldiretti Como Lecco ringrazia gli organizzatori, l’amministrazione comunale, gli allevatori, i volontari e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. La partecipazione registrata alla 27ª edizione conferma che l’agricoltura, quando viene raccontata attraverso le persone e il loro lavoro, continua a essere un elemento centrale dell’identità e della vita economica del territorio.