COMO-LECCO – Il Lago di Como conferma nel 2026 la propria forza sui mercati turistici nazionali e internazionali, mentre cresce parallelamente l’interesse per un’accoglienza capace di mettere al centro agriturismi, prodotti del territorio, esperienze rurali e rapporto diretto con il mondo agricolo.
È il quadro tracciato da Coldiretti Como Lecco e Terranostra nel primo bilancio della stagione turistica, che ha visto il Lario mantenere un’elevata capacità di attrazione e le aziende agrituristiche delle due province intercettare una domanda sempre più attenta non soltanto al soggiorno, ma anche alla scoperta della cucina locale, delle produzioni tipiche e dei territori nei quali queste nascono.
Un’immagine significativa di questo rapporto tra turismo, agricoltura e produzioni locali è arrivata anche nello scorso fine settimana dalla Notte Gialla di Cernobbio, che ha richiamato migliaia di persone sul lungolago tra mercato di Campagna Amica, prodotti agricoli e street food degli agriturismi: un gran finale simbolico per una stagione che ha confermato quanto il racconto del Lago di Como passi sempre più anche attraverso i suoi sapori e il suo mondo rurale.
«Il turismo rappresenta una grande opportunità per tutto il territorio lariano e l’agricoltura può contribuire ad arricchire ulteriormente questa offerta» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi. «Chi arriva sul Lago di Como trova un paesaggio conosciuto in tutto il mondo, ma può scoprire anche una realtà agricola estremamente ricca, fatta di aziende, alpeggi, produzioni casearie, vini, miele, salumi, ortaggi e molte altre eccellenze che raccontano l’identità di queste province».
L’agriturismo si inserisce in questo scenario come una delle formule capaci di unire ospitalità, ristorazione e conoscenza diretta del territorio.
«Chi sceglie un agriturismo cerca sempre più spesso qualcosa che vada oltre il semplice soggiorno» osserva Debora Cartolano, presidente di Terranostra Como Lecco. «Vuole conoscere l’origine di ciò che trova nel piatto, incontrare chi lo produce, capire come cambia la campagna durante l’anno e vivere un’esperienza autentica. Il rapporto diretto con l’azienda agricola è il vero valore aggiunto dell’agriturismo».
Durante la stagione 2026 le strutture del territorio hanno registrato interesse per soggiorni brevi, ristorazione agricola, degustazioni, visite aziendali e attività legate alla natura e alle produzioni locali. Una domanda che arriva sia dal turismo internazionale sia dai visitatori italiani e lombardi, attratti dalla possibilità di abbinare alla permanenza sul lago esperienze nell’entroterra, nelle valli e nelle aree montane.
Un ruolo centrale è svolto proprio dai prodotti agroalimentari, che sempre più spesso diventano una delle chiavi attraverso cui il visitatore conosce il territorio: «Il cibo ha una capacità straordinaria di raccontare un luogo» prosegue Cartolano. «Dietro un formaggio d’alpeggio, un vino, un salume o una ricetta tradizionale ci sono paesaggio, lavoro, storia e stagionalità. Per questo l’enogastronomia rappresenta ormai una componente fondamentale dell’esperienza turistica».
Il legame tra agricoltura e turismo permette inoltre di ampliare le possibilità di visita durante tutto l’anno. Primavera, estate, vendemmie, stagione d’alpeggio, raccolte autunnali e cucina stagionale possono costruire occasioni differenti per conoscere il territorio oltre i periodi tradizionalmente più frequentati.
«La forza del Lario è proprio nella sua varietà» evidenzia il direttore di Coldiretti Como Lecco Luciano Salvadori. «Nel giro di pochi chilometri si passa dal lago alla montagna, dai centri più conosciuti alle aziende agricole e agli alpeggi. L’agriturismo consente di mettere in relazione queste diverse anime e di trasformare il soggiorno in un’esperienza più completa».
Per Coldiretti Como Lecco, il valore aggiunto è anche nella possibilità di creare una relazione più stretta tra visitatori e produzioni locali. La presenza turistica diventa così un’occasione per far conoscere direttamente le imprese agricole e costruire una maggiore consapevolezza sul valore economico, ambientale e culturale dell’agricoltura.
«Un turista che conosce un prodotto direttamente nel luogo in cui nasce porta con sé qualcosa che va oltre il semplice acquisto» conclude Trezzi. «Porta con sé un pezzo del territorio e molto spesso continua a cercarlo anche una volta tornato a casa. È un rapporto che genera conoscenza, valorizzazione e nuove opportunità per le imprese».