19 Maggio 2020
Giornata delle api 2020: la stagione promette bene

La Giornata delle api 2020 assume a Brescia un contorno di cauto ottimismo per l'apicoltura del territorio. "La stagione procede discretamente, le temperature sono perfette per le api che, sia in montagna sia in pianura stanno bene. Per il momento è tutto sotto controllo e la previsione per la produzione di miele d’acacia segna un +20% rispetto all’anno scorso". Con queste parole Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio (BS) che insieme alla moglie Ilenia gestisce 250 alveari, racconta una condizione positiva del settore apistico in provincia di Brescia. Infatti, grazie al clima particolarmente favorevole e all’assenza di gelate invernali, si potrebbero registrare risultati positivi per un comparto che l’anno scorso ha sofferto molto.

Questo in controtendenza con la situazione a livello lombardo, che segna un calo del 20% rispetto alla media per effetto dell’andamento climatico che, dopo un inverno caldo e siccitoso, ha visto una primavera in cui non sono mancati bruschi abbassamenti di temperatura. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti regionale relativo alle prime produzioni di miele in Lombardia, elaborato in occasione della Giornata mondiale delle api, che si festeggia il 20 maggio. La situazione sul territorio regionale è a macchia di leopardo: laddove le gelate hanno intaccato le piante la produzione è limitata, così come nelle zone in cui piogge e temporali nei giorni scorsi hanno "fermato" le fioriture.

Giornata delle api: i numeri bresciani e italiani

In provincia di Brescia sono presenti circa 119 imprese per un totale di circa 30mila alveari, custoditi da oltre 1.000 appassionati tra professionisti e hobbisti, che producono oltre 300mila tonnellate di miele, propoli, cera e derivati. "La situazione favorevole di quest’anno – precisa Massimo Albano, direttore di Coldiretti Brescia – rappresenta un sollievo per le imprese apistiche, che hanno sofferto molto la mancata produzione dell’anno scorso, e un segnale importante per la ripartenza bresciana, ora che i mercati agricoli stanno tornando operativi su tutta la provincia".

In Lombardia sono presenti circa 160 mila alveari, custoditi da oltre 6000 appassionati tra professionisti e hobbisti. In generale, una singola ape visita in media circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Tre colture alimentari su quattro dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api; tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni, secondo la Fao.

In Italia, esistono più di 60 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino. Nelle campagne italiane ci sono 1,5 milioni gli alveari curati da sessantamila apicoltori di cui circa due terzi produce per autoconsumo.

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