5 Agosto 2019
Grandine e maltempo nel bresciano, danni per mezzo milione di euro

I violenti episodi di grandine e maltempo nel bresciano di venerdì 2 agosto non hanno lasciato scampo, ancora una volta, alle coltivazioni e alle strutture agricole del nostro territorio. Piante sradicate, serre divelte, vigneti abbattuti, frutta flagellata, campi allagati, soia e mais stesi a terra: le prime stime di Coldiretti Brescia parlano di danni per mezzo milione di euro. Colpiti mais, frutteti, prati, vigneti e anche alcune strutture aziendali, mentre continuano le attività di monitoraggio dei tecnici sul territorio.

I chicchi di ghiaccio si sono abbattuti principalmente nella zona dell’ovest bresciano interessando i comuni di Ome, Monticelli Brusati, Paderno Franciacorta e Passirano. Compromesse anche le coltivazioni di frutta e verdura che hanno risentito della grandine e del forte vento anche nel cuore della città, dove sono state divelte le reti antigrandine e sradicate le piante di melo.

Il maltempo ha rovinato frutteti e piante di melo in città

Grandine e maltempo nel bresciano: la conta dei danni

Problemi anche nella bassa bresciana, tra Bagnolo Mella e Leno, dove una forte tromba d’aria ha distrutto il mais. Stessa sorte per oltre 100 ettari di coltivazioni maidicole a Montichiari, mentre a Carpenedolo un’altra tromba d’aria ha danneggiato strutture aziendali e mezzi agricoli. Investiti dalla tempesta anche campi di fieno e mais, vigneti e oliveti del Garda bresciano, tra Gavardo, Muscoline e Polpenazze.

La grandine è l’evento atmosferico più temuto dagli agricoltori in questo momento, perché i chicchi si abbattono su verdure, frutta e cereali prossimi alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazioni mandando in fumo un intero anno di lavoro.

Preoccupazione per il cambiamento climatico

L’ultima ondata di maltempo fa salire il conto dei danni provocati nelle campagne da una pazza estate, in cui l’Italia è stata colpita da ben 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento, il 75% in più rispetto all’anno scorso, secondo l’ultima elaborazione di Coldiretti su dati ESWD (la banca dati europea sugli eventi estremi). Un'anomalia climatica evidente nel corso di tutto il 2019, segnato da primi mesi particolarmente siccitosi, ai quali hanno fatto seguito un maggio freddo e bagnato, un mese di giugno al secondo posto tra i più caldi di sempre e un luglio segnato da iniziali tempeste, giorni di gran caldo e ora dal ritorno del maltempo al Nord.

Siamo di fronte a una preoccupante tendenza alla tropicalizzazione, che comporta l'aumento della frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiori dimensioni, precipitazioni brevi e intense e un rapido passaggio dal sole al maltempo. Fenomeni estremi che compromettono le colture, recando danni quantificati in oltre 14 miliardi di euro nell'ultimo decennio.

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