6 Agosto 2010
Lombardia – Latte, Carnini mette in ginocchio le stalle delle montagne lombarde

Carnini mette in ginocchio le stalle delle montagne lombarde. Con un blitz sul prezzo del latte che sta coinvolgendo gli allevamenti di Como, Lecco, Sondrio e Varese, la storica azienda comasca di trasformazione (passata sotto l’ombrello del gruppo Parmalat nel 2006) ha comunicato per il mese di luglio il pagamento di 33,156 centesimi al litro, lo stesso liquidato nel primo semestre 2010, addirittura al di sotto di quello proposto da Assolatte con 34,50 centesimi e lontano una distanza siderale dai 42 centesimi al litro al quale sta viaggiando il latte “spot”, ossia non vincolato a specifici contratti di fornitura.

“Appena arrivate le fatture di luglio gli allevatori ci hanno avvertito subito, quasi non ci credevano neppure loro - dicono Tino Arosio, direttore delle Coldiretti di Como-Lecco e Varese ed Emanuele Ghiarardelli, direttore della Coldiretti di Sondrio - anche perché la proposta è peggiorativa delle indicazioni della casa madre”

Carnini infatti non sapeva neppure che proprio Parmalat nei giorni scorsi aveva scritto ai propri conferenti per dire che, in attesa di un accordo interprofessionale regionale, avrebbe riconosciuto un acconto di 34,5 centesimi di euro il litro. 

“Abbiamo dovuto avvertirli noi che stavano facendo qualcosa che andava addirittura contro l’indicazione della loro capogruppo di Collecchio – dicono Arosio e Ghirardelli – e questa situazione è sintomatica della giungla che si sta creando in Lombardia nel comparto lattiero caseario da quando Assolatte ha chiuso la porta a qualsiasi accordo decente di miglioramento del prezzo alle stalle”.

E dire che in passato, spiega la Coldiretti, proprio Carnini si era fatta promotrice della valorizzazione della qualità e del prezzo del latte locale (che si fa vanto di lavorare da oltre 70 anni) e che ancora nel 2003 ritirava il prodotto da un centinaio di allevamenti di Como, Lecco, Varese e Sondrio, mentre adesso si sono ridotti a meno della metà.

Coldiretti, che detiene le deleghe di rappresentanza dei propri soci conferenti a Carnini, denuncia questo comportamento che sta facendo progressivamente chiudere le stalle della fascia montana e pedemontana lombarda e si riserva ogni azione utile a difendere gli interessi degli allevatori.

Il latte alla stalla pagato 33,156 centesimi al litro non copre neppure i costi di produzione, ma sugli scaffali di vendita si trova quello a marchio Carnini (e non solo) ad un prezzo superiore a 1,50 euro litro, circa quattro volte tanto.

“I consumatori facciano le loro riflessioni – concludono i due rappresentanti della Coldiretti - perché i bilanci delle industrie continuano ad essere più ricchi e le stalle continuano a chiudere mentre il portafogli delle famiglie italiane continua ad essere sempre più leggero”.  

(06/08/2010)

Fabio Bonaccorso comunicazione.lombardia@coldiretti.it 347/0599454

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