10 Agosto 2010
Lombardia – Roghi in Russia, non speculate sulla michetta: il grano costa come una briciola di pane

“E adesso o subito dopo Ferragosto non ci vengano a raccontare che il pane costerà di più per colpa degli aumenti sul grano” dice Eugenio Torchio, Direttore della Coldiretti Lombardia, mentre sono giorni che le quotazioni del frumento stanno salendo, trascinate dalla speculazione e dai timori per gli incendi in Russia.

Al Board di Chicago, punto di riferimento dei mercati internazionali, le consegne a dicembre hanno raggiunto, la scorsa settimana, i 7,54 dollari a bushel (210 euro per tonnellata). Il prezzo mondiale del grano è salito del 60 per cento dall’inizio di giugno, anche se il valore è ancora molto al di sotto del livello raggiunto nel marzo 2008, quando sulla piazza di Milano si sfiorarono i 300 euro a tonnellata. 

“Ma il costo del grano rappresenta appena il 5 per cento del prezzo finale del pane che a Milano viaggia su una media fra i 3,5 e i 4 euro al chilo” spiega Ermes Sagula, responsabile del Centro di assistenza agricola della Coldiretti Lombardia.

Nell’ultima seduta della Borsa Merci di Milano, il frumento tenero da panificazione è stato quotato circa 200 euro a tonnellata, mentre la farina 00 oscilla fra i 565 e i 590 euro a tonnellata.  Questo significa che un chilo di frumento costa 20 centesimi, mentre un chilo di farina costa al massimo 59 centesimi contro i 4 euro che servono per un chilo di pane.

In pratica dal campo alla pagnotta c’è un aumento di quasi il 700 per cento rispetto al valore della materia base e di 20 volte rispetto al costo del grano.

“Come si può ben capire – spiega il Direttore della Coldiretti Lombardia – variazioni  in aumento di qualche centesimo al chilo non possono certo influire sul costo di una michetta, a meno che qualcuno non ci voglia marciare usando come scusa la salita delle quotazioni del grano, che agli agricoltori è ancora sottopagato”.

Secondo Leo Bertolani, dirigente per il commercio dei cereali al Consorzio Agrario di Milano e Lodi “nessuno è in grado di dire cosa succederà, ma di sicuro c’è chi sta speculando sulle materie prime agroalimentari”. E in ogni caso “anche quando il  valore del grano è sceso, avete mai visto diminuire il costo del pane?”.

Per contrastare le speculazioni e stabilizzare i prezzi è nata a luglio la più grande società di europea di trading dei cereali di proprietà degli agricoltori, che ha il compito di gestire oltre 20 milioni di quintali di prodotto tra grano duro destinato alla produzione di pasta, grano tenero per il pane, girasole e soia, esclusivamente di origine italiana e garantiti non ogm. La società denominata “Filiera Agricola Italiana” è partecipata da 18 Consorzi Agrari, 4 cooperative, 2 organizzazioni dei produttori, una società di servizi di Legacoop e Consorzi Agrari d’Italia e ha il compito di gestire la contrattualistica nella coltivazione e nella commercializzazione dei seminativi prodotti in tutto il paese.

(10/08/2010)

Fabio Bonaccorso comunicazione.lombardia@coldiretti.it 347/0599454

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