4 Agosto 2010
Mantova – Frumento: prezzi in tensione, a rischio l’import russo

Zani: sulla piazza di Mantova aumenti di 4/5 euro a tonnellata nell’ultima settimana

Il cattivo andamento climatico in Russia mette a rischio l’import italiano di frumento che, con 32mila tonnellate nel primo quadrimestre del 2010, è triplicato rispetto al 2009. La Coldiretti evidenza che, a causa del grande caldo nel centro dell’ex impero sovietico, sono andati praticamente perduti dieci milioni di ettari coltivati a grano. Mentre si rincorrono voci su un possibile blocco delle esportazioni dalla Russia, per far fronte al fabbisogno interno, alla chiusura del Chicago board of trade, punto di riferimento delle contrattazioni internazionali, “si è registrato - sottolinea la Coldiretti - un ulteriore balzo verso l'alto del 3 per cento in un solo giorno raggiungendo i 7,5 dollari per bushel (210 euro/t) per i future con consegna a dicembre ”.

“Il prezzo mondiale del grano – fa notare il presidente della Coldiretti virgiliana, Gianluigi Zani - è salito del 62 per cento dall’inizio di giugno facendo registrare il più rapido incremento degli ultimi trent’anni. Ora, gli effetti cominciano a farsi sentire anche in Italia, dove al momento i prezzi stanno al di sotto dei costi di produzione. Addirittura, il grano duro (per la pasta) è in calo rispetto all’anno scorso. Sulla piazza di Mantova – aggiunge Zani – abbiamo registrato giovedì scorso, 29 luglio, valori medi tra 160 e 180 euro a tonnellata per il tenero, con un aumento medio di 4,5 euro sulla settimana precedente, mentre il frumento duro vale 166/188 euro/t, con un aumento di 5 euro sempre sulla scorsa settimana. Vedremo domani, al mercato del giovedì a Mantova, se le quotazioni continueranno a seguire l’andamento positivo dei mercati mondiali”.   
 
L’aumento ancora limitato del grano sulle piazze italiane deriva, secondo la Coldiretti, dalle speculazioni. Contro di esse, la maggior Organizzazione agricola italiana ha promosso una società di trading chiamata “Filiera Agricola Italiana” che è partecipata da 18 consorzi agrari, 4 cooperative, 2 organizzazioni dei produttori, una società di servizi di Legacoop e la società Consorzi agrari d’Italia. Lo scopo è quello di gestire la contrattualistica nella coltivazione e commercializzazione di cereali ed oleose.

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