13 Marzo 2020
Coronavirus: florovivaismo prealpino rischia crisi durissima

VARESE – Rischia “una crisi senza precedenti” il comparto florovivaistico prealpino, per il quale l’emergenza Coronavirus si innesta su una situazione già difficile, con le imprese costrette a fronteggiare concorrenza estera e burocrazia. “L’emergenza coronavirus si è abbattuta proprio nel momento di maggiore produzione di un comparto caratterizzato da prodotti stagionali,  considerato che da marzo a metà maggio si concerta la grande maggioranza delle vendite annuali: già nei giorni precedenti all’ultimo decreto, parlavamo di perdite di oltre il 70%, ora con la chiusura dei negozi al dettaglio la situazione è ancora peggiore” sottolinea il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori.

“Fiori e piante restano in vivaio, le disdette degli ordini sono crescenti per il blocco del mercato interno. Va rimarcato il fatto che, per quanto riguarda le serre, se si azzerano le vendite nei cicli produttivi dopo 15 giorni i fiori devono essere buttati. Ciò detto, la situazione di emergenza ha ovviamente provocato il crollo della domanda, pur non essendoci grandi problemi legati alla logistica perché i corrieri sul territorio nazionale, con le dovute prescrizioni e autocertificazioni per la movimentazione, riescono a garantire le consegne. Per l’estero è ancora peggio, date le difficoltà di consegna e la situazione di caos che si registra in molte frontiere: negli ultimi giorni si sono moltiplicati i casi di carichi di prodotti florovivaistici fermati alle dogane dei Paesi vicini, Francia in primis, e messi in quarantena senza alcuna motivazione plausibile. Il Coronavirus non si trasmette affatto con le piante e non c’è alcun rischio nella loro immissione sul mercato”.

Nonostante le dimensioni ridotte della provincia di Varese, e la forte urbanizzazione che ne connota il territorio, questo comparto è oggi il terzo, per dimensioni, nel panorama lombardo. Gli stessi numeri ne supportano ne la strategicità: il sistema ortoflorovivaistico varesino è articolato in oltre 800 imprese operanti (oltre 950 considerando anche chi si occupa di manutenzione del verde), con una superficie totale di oltre 6 milioni di mq (1,9 mln coltivati a vivaio, con il 10% di superficie protetta, tra serre riscaldate e non). Oltre metà della superficie totale (55%) è dedicata esclusivamente alle colture florovivaistiche.

Il blocco mette peraltro a rischio gli stessi fiori. Trattandosi di merce molto deperibile, bastano pochi giorni di stop perché l’intero carico finisca per dover essere gettato. Altrettanto ingiustificate sono le disdette – continua Coldiretti Varese - giunte in queste settimane da diversi importatori esteri.

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